Stadio Roma, Marino: “Siamo passati alla ‘romanella’, la Raggi ha cancellato le opere pubbliche”

L’ex sindaco della capitale punge l’attuale primo cittadino: “Oggi può dire con soddisfazione di avere approvato il progetto iniziale dei costruttori che la giunta Marino aveva bocciato”

di Redazione, @forzaroma

“La Raggi oggi può dire con soddisfazione di avere approvato il progetto iniziale dei costruttori che la giunta Marino aveva bocciato”. Così l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino in riferimento all’accordo ottenuto con i proponenti per il nuovo impianto giallorosso. Intervistato su La7 a Faccia a faccia, Marino ha continuato: “La Raggi ha cancellato tutte le opere di interesse pubblico da noi ottenute, più di 250 milioni di euro per i trasporti e un parco grande come Villa Borghese. Ha fatto un favore ai costruttori”.

L’ex primo cittadino della capitale continua: “Nella delibera votata dalla mia giunta e voluta fortemente dall’assessore Caudo avevamo legato per 30 anni e con un vincolo di strumentalità lo stadio alla Roma. E abbiamo anche detto che se per caso questo non fosse accaduto negli anni futuri allora i proprietari avrebbero dovuto pagare 200 milioni di euro di penale attualizzati a quando questo fosse accaduto. Speriamo che i 5 Stelle mettano anche questa norma nelle delibere che dovranno fare. Noi ci avevamo pensato e lo avevamo scritto”.

“Noi volevamo uno stadio non per i costruttori ma per i tifosi, ma soprattutto per il benessere dei cittadini. Insomma questo di Raggi è esattamente il progetto che ci presentarono all’inizio e che noi bocciammo. Siamo passati dallo stadio della Roma, lo dico con le parole di Aldo Fabrizi, alla ‘romanella’, la pasta ripassata: non costa niente ma è buona lo stesso. Berdini ha definito la mia delibera scellerata? Temo che non abbia letto la delibera e non si sia reso conto che abbiamo scritto addirittura che se anche una sola di quelle opere sarebbe venuta a mancare, sarebbe caduto l’interesse pubblico e lo stadio non si sarebbe potuto fare”.

Marino conclude: “In questo momento vincono i costruttori. Quello che la sindaca Raggi sventaglia davanti a tutti come un gagliardetto, cioè la stabilità idrogeologica, non è un intervento per il pubblico ma è uno di quegli interventi che Pallotta ci presentò dall’inizio per lo stadio. Figuriamoci se una persona intelligente come Pallotta avrebbe costruito lo stadio senza proteggerlo dai rischi idrogeologici”.

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