Stadio Roma, Carosi (Affari Italiani): “Per farlo a Tor Vergata basterebbe una semplice autorizzazione”

Stadio Roma, Carosi (Affari Italiani): “Per farlo a Tor Vergata basterebbe una semplice autorizzazione”

L’estensore dell’articolo pubblicato stamattina sul cambio del luogo di costruzione dell’impianto giallorosso ha spiegato: “A Tor di Valle non credono neanche i bambini. Può bastare un ‘piano casa’”

di Redazione, @forzaroma

In pieno mercato, a tenere banco in queste ore è anche la questione relativa allo stadio. L’iter per la realizzazione del progetto a Tor di Valle è ancora fermo, senza contare che è in via di definizione il passaggio di proprietà della Roma. Stamattina il portale ‘Affari Italiani’ ha lanciato l’indiscrezione per cui ci sarebbe addirittura un accordo tra Friedkin e Caltagirone per la costruzione dello Stadio della Roma a Tor Vergata. Per chiarire la situazione è intervenuto a ‘Centro Suono Sport 101.5’ Fabio Carosi, estensore dell’articolo: “La mia è una fonte certa, anche se è arrivata una puntualizzazione di Caltagirone poco fa in redazione. ‘Ogni tanto vado per puro piacere al derby, tutto il resto è fantasia’, ci ha scritto. Il pezzo, però, non dice che lui ha fatto un accordo durante il derby, ma che la sua presenza domenica era necessaria per una conferma delle intenzioni, che sono certe. A Tor di Valle non credono più neanche i miei nipotini di 10 anni e sono tifosissimi della Roma. Sono rimasti in pochi a crederci ed è ormai una leggenda metropolitana. L’iter si è incagliato ed è evidente, lo stadio era un asset fondamentale per attirare gli investitori. Ormai non si fanno soltanto soldi con i biglietti, senza lo stadio la Roma è una squadra a bassissima sostenibilità economica, anche perché c’è un calo fisiologico degli spettatori. Si tratterebbe di un ritorno a un vecchio progetto, quello di farlo a Tor Vergata, per cui non c’è bisogno neanche della Legge degli Stadi. Si tratta di una questione tra privati in regime concessorio. Basta presentare un progetto urbanistico e iniziare a lavorare“.

I prossimi passi quali sono? La firma sulla cessione della Roma, poi la presentazione del progetto preliminare, l’apertura di una pratica urbanistica al Comune, una valutazione in via informale di impatto ambientale che potrebbe non essere necessaria, così come potrebbe non essere necessaria la conferenza dei servizi, che comunque avrebbe un iter molto più semplificato. Come se si aprisse un negozio o un centro commerciale. La Regione dovrà dire la sua sul piano regolatore, ma quelle cubature ci sono. Bisognerà vedere anche cosa sarà delle vele di Calatrava, potrebbe essere la soluzione per togliere di torno o modificare quella struttura che il Comune non aveva i soldi per finire. O magari per fare una costruzione ex novo. Nessuno si è accordo inoltre che è solo di ieri poi la ristrutturazione della Roma-Giardinetti, praticamente soprannominata Metro C. Dove C vuol dire Tor Vergata. Quindi avremmo la Metro A da Anagnina, la Metro C e un’altra infrastruttura su ferro. Sarebbe lo stadio più collegato d’Italia. Lì a Tor Vergata abbiamo visto 1 milione di persone nel Giubileo del 2000.

E Tor di Valle? Su Tor di Valle e Vitek non so cosa succederà, c’è un contenzioso aperto, un processo. Sull’acquisizione dei terreni non saprei, magari ci fanno un parco giochi. Io lì ho visto un degrado per cui mi sono vergognato, non dovrebbe appartenere a una città come Roma. E’ il posto più desolato del mondo. Tor Vergata è tutta di proprietà dell’Università di Roma Tre. Si tratterebbe di una semplice autorizzazione. Poi non so se il permesso a costruire chiesto a suo tempo per Tor Vergata tempo fa sia ancora vigente, perché in questo caso di fatto lo stadio potrebbe essere costruito con un semplice ‘piano casa’”.

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