Spalletti: “Prediligo il 4-2-3-1. Il derby lo giochiamo ad armi pari”

Il tecnico giallorosso ha parlato di tattica, nazionale e derby “La tattica del calcio italiano è presa come obiettivo da tutti”

di Redazione, @forzaroma

Ospite negli studi televisivi di Roma Tv per la trasmissione ‘Extra time’ oggi è stato il tecnico giallorosso Luciano Spalletti. Ecco le sue parole:

L’Italia ieri contro la Spagna ha fatto una bella prestazione..,
Ha giocato una grande partita devo fare i complimenti alla nazionale e a Conte. Io partirei intanto dallo stadio di Udine, concepito bene, senza barriere, senza che ci si debba difendere da qualcosa o da qualcuno. Anche le immagini scelte dal regista sono state giuste, con le famiglie e i bambini che sorridevano. Una bella festa di sport. La nostra nazionale è stata padrona del campo e del gioco, in una partita difficile. Diciamo sempre che noi siamo dietro agli spagnoli come tattica ed invece non è così. Al di là del modulo, il 3-4-3 che ti permette di essere più sbarazzino e di proporre il gioco che vuoi. Loro hanno sofferto quando avevamo palla noi. Io dico che ci stiamo avvicinando sempre di più anche ai top club europei

Non siamo in crisi?
No, assolutamente e ieri lo si è visto. Andando all’estero ti accorgi come siamo guardati a vista per quello che è la nostra cultura e mentalità calcistica. La tattica del calcio italiano è presa come obiettivo da tutti

Iniziamo ad analizzare la parte tattica della Roma. Partiamo con il movimento di Nainggolan…
Se fai giocare sporco gli avversari, è chiaro che la lettura per la riconquista di palla dei tuoi difensori è più facile. Ci sono due tempi dove anticipare l’intervento. Se invece chi ha palla ha tutti i metri per gestire, la punta può decidere di fare 2-3-4 contromovimenti e la linea difensiva ha troppe letture e non azzarda mai in qualcosa come anticipo, tutelandosi rincorrendo le scelte avversarie. Radja sa fare tutto, è difficile dargli un ruolo, altrimenti lo vai a limitare. Ha questa qualità interpretativa, di partecipazione e di continuo movimento, se lo lasci libero puoi sfruttare il suo estro e la sua dote naturale, che è l’interpretazione del momento. A volte guardi la palla e lo trovi anche dove va a finire dopo un lancio. Quando giochi contro una squadra che è costretta un po’ sulla difensiva e palleggi sulla linea difensiva, con un vertice basso e le due mezzali, poi le due mezzali vanno involontariamente a giocare in quelle posizioni. Il trequartista oscilla a destra e a sinistra, nella posizione del centrocampista che si è allungato a giocare davanti al mediano. Non ci sono delle differenze così eccezionali. Se prendi le caratteristiche del calciatore, puoi trovare delle diversità. Se prendi un giocatore più rapido, abituato ad avere palla tra i piedi e girarsi o il centrocampista abituato ad aggredire, le caratteristiche individuali possono marcare una differenza, per Nainggolan non c’è nessuna differenza. Se lo faccio giocare centrocampista fa quello lì, se si mettono a confronto le partite andrà a fare quei movimenti e quel tentativo di giocate che sono uguali nelle due posizioni.

Deve ancora bene capire la mossa del trequartista? Miralem forse come ultimo passaggio ce l’ha di più (dice Scarchilli)
Questo è un tuo pensiero. Quando tu giochi contro una squadra che si difende e tu palleggi con un mediano basso e  le due mezzali sono queste che vanno a giocare in quella posizione. E’ chiaro che se vai a prendere le caratteristiche del giocatore allora ci possono essere delle differenze. Prendendo Radja e facendolo giocare come trequartista è la cosa migliore per me.

Lei dice che non si deve mai tenere lo stesso schema..
Siamo meno rigidi, e questo campionato lo sta dimostrando anche in altre squadre. Lo stesso Napoli ha cambiato.

La squadra di Sarri è molto forte in fase offensiva giocando dietro la linea difensiva
Sicuramente sì, è la scorciatoia per arrivare prima all’obiettivo. Callejon è quello che più volte sfora dietro alla linea difensiva. Higuain ci va meno ma fa più male. Insigne è uno più da palla sui piedi, ha tanta tecnica.

Si aspettava questo lavoro di Sarri in una piazza così grande?
Lo avevo visto ad Empoli e non credevo che sarebbe stato così grande anche in un apiazza come Napoli.

Ruediger lo farà diventare il nostro Koulibaly?
Rudiger può diventare ancora più forte. E tatticamente già lo è visto che può giocare anche da esterno.

La Fiorentina? le piace per il fatto dei cambi tattici in corsa, vero?
Sì, loro cercano molto i due trequartisti, dipende da chi fa giocare. Questo 3-4-2-1 gli permette di fare tante cose. Kalinic allunga sempre la linea difensiva avversaria e rende più facile il gioco ai trequartisti.

Tornando alla Roma, parliamo di Perotti: bravo a giocare tra le linee, in grado di proporsi e anche predisposto al sacrificio.
Quest’ultimo dato non è qualcosa di strano, tutti devono avere una doppia battuta di intenzioni. In base alla prima scelta, poi, si vanno ad assecondare e chiudere i giocatori che possono ricevere palla. Dobbiamo avere come minimo una doppia alternativa d’attacco. La distanza della difesa è importante per avere l’aiuto di tutti i reparti. Questa lettura va fatta bene, il rischio di prendere palla alle spalle c’è sempre. La scelta del momento in cui si fanno determinate cose fa la differenza. Diego è eccezionale per la sua disponibilità, sa saltare l’uomo e fare possesso palla. E poi è arrivato particolarmente stimolato. Caratterialmente viene da un modo di interpretare la vita tipico di quelli che ti guardano in faccia. Ha questa sua disponibilità a stare in altri settori del campo e lo ha fatto bene. Abbiamo provato la sua posizione centrale, abbiamo dovuto provare delle cose in corsa, dal momento in cui sono arrivato. Come nel caso di Pjanic, Nainggolan e Ruediger. La partita dà la dimensione giusta delle potenzialità di un soggetto.

I dati di Perotti sono impressionanti, soprattutto nei passaggi decisivi e bravo anche nelle palle recuperate. Potrebbe fare qualche gol in più?
Effettivamente può migliorare sotto l’aspetto della confidenza con la porta avversaria, ma secondo me lo metterà a posto nel futuro. Lui ha molta personalità ed è questo l’aspetto quando ti trovi difronte alla ‘casina’ avversaria.

Passiamo a parlare dei movimenti di Salah…
Lui è costretto ad accentrasi quando il nostro terzino sale, è una spartizione più corretta degli spazi per ricevere palla. Salah quando tira in porta è uno di quelli che l’angolo lo trova. E’ velocissimo e riesce a capire i movimenti dei compagni. In quest’azione è stato bravo di prendere palla all’interno del terzino e distante dal centrale, così smontando la linea difensiva e creare un buco per far giocare un compagno come Perotti.

I numeri dell’attacco della Roma: 2,4 gol di media, tiri nello specchio e percentuale realizzativa in linea con quella del Napoli.
Si può fare meglio, per quello che si è visto dentro al campo come scelte di ricerca e di ritrovarsi nel momento della finalizzazione. Abbiamo avuto delle possibilità superiori

Andiamo a Dzeko e al movimento sul secondo palo del quale Lei parla spesso…
Con l’Inter la partita l’ha cambiata il carattere della squadra, una dote a sostegno della nostra ricerca e il numero delle nostre prestaizoni. La partita la cambia sempre la squadra, la volontà e la reazione di tutti. Poi Edin ha dato il contributo che noi ci aspettavamo grazie anche alle sue qualità fisiche. Lui è veramente quello che, a partita iniziata, può dare delle nuove energie ai compagni.

Lei un attaccante così non l’ha mai avuto?
Sì, Pampa Sosa, Janker. Quest’ultimo un po’ più palleggiatore con la squadra. Edin è potente nel calcio, è veloce, è tecnico e ci puoi fare bene il gioco di squadra. Riprendere palla a uno con un fisico così rimane difficile, è un bel camion.

Vedendo alcune difese che lei ha avuto negli anni, lei predilige quella a 3 o a 4? O come dice a 3 e mezzo?
Quasi tutti giocano con le difese a quattro e diventa più facile per gli altri rispetto a giocare contro una difesa a tre.

A lei non piace dare troppi punti di riferimento…
Il 4-2-3-1 è sicuramente lo schema che ti permette la miglior copertura del campo.

Che ricordi ha della sua esperienza allo Zenit?
In pratica il campionato era San Pietroburgo contro tutte le squadre di Mosca. Per due volte siamo stati al di là di tutte le posizioni avute dallo Zenit nella sua storia. Poi loro hanno investito moltissimo dopo che sono venuto via, per puntare alla Champions ma invece hanno avuto dei problemi.

Arriva il derby contro la Lazio…
Il derby è una partita che annulla tutto quello che c’è intorno, è una partita che si gioca ad armi pari, si parte da zero e poi si vedrà che è stato più bravo a costruirci qualcosa. E’ di vantaggio per chi sta peggio.

FINE

 

 

 

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