Il post Inter vede protagonista il direttore sportivo, che ieri ha annunciato di aver chiesto a Pallotta la risoluzione anticipata. Per sostituirlo si pensa ad un team supervisionato da Zecca. Pausa campionato, in 14 lasciano Trigoria
E’ una Trigoria più desolata del solito, quella che stamattina ha aperto i battenti dopo il pari dell’Olimpico contro l’Inter. Sono ben 14, infatti, i giocatori della Roma che saranno impegnati con le rispettive selezioni nazionali durante la pausa del campionato, d’obbligo vista anche la Pasqua in programma tra una settimana. Torna in Azzurro, com’era nell’aria, Stephan El Shaarawy. Rimane a casa De Rossi, reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori per più di un mese: difficilmente, però, il ct Conte lo convocherà per la Francia in giugno. Ma a tenere banco non sono le nazionali, bensì il risultato di ieri contro i nerazzurri di Mancini e le parole di Walter Sabatini: “Ho chiesto a Pallotta di anticipare la fine del contratto, lui si è dimostrato disponibile”. The end. Il direttore sportivo ex Palermo e Lazio, nato in Umbria e anche ex giocatore giallorosso, dopo 5 stagioni lascerà il suo ufficio nel centro sportivo di Trigoria per lasciare spazio a una nuova idea di mercato, di gestione dell’area sportiva.
SABATINI ADDIO: SPALLETTI STORCE IL NASO L’annuncio fatto dal ds nel pre-partita di ieri, ribadito nel post, non è stato molto gradito dal tecnico: “Sbagliato dire queste cose a campionato in corso, si rischia una fuga di energie”. Ma Sabatini ha subito messo le mani avanti: “Non voglio diventare l’argomento principale, non ci sono problemi con Pallotta, il mio futuro è roseo perché domani vado a Trigoria a lavorare e penso all’obiettivo che abbiamo quest’anno”. Un modo per evitare la polemica e far rientrare tutto, ma ormai i buoi sono usciti dalle stalle e dopo la querelle Totti-Spalletti, rischia di innescarsene una anche tra il toscano e l’umbro.
UN TEAM NUOVO DI ZECCA Una delle ipotesi più concrete e “all’americana” che farebbero da seguito all’esperienza di Sabatini è quella che porta alla creazione di un gruppo di lavoro, supervisionato da Alex Zecca, al cui interno ci potrebbe essere Federico Balzaretti, quest’ultimo anno impegnato nelle vesti di “ds dei giocatori in prestito”, figura di collegamento tra la società e la miriade di ragazzi sparsi in Italia e in Europa. Le sue quotazioni crescono di giorno in giorno, ma l’ex terzino potrebbe essere affiancato da un dirigente più esperto e navigato. Carli, Gerolin, Lo Monaco oppure Branca ma il sogno sarebbe Berta, ex Parma oggi all’Atletico Madrid, manager tra i più quotati e corteggiato da Mourinho che lo vorrebbe allo United. La tecnologia, poi, sarebbe protagonista. Già Pallotta nel suo famoso intervento a Boston il 12 marzo ha spiegato quanto questo aspetto sia stato importante per scegliere se acquistare o meno un giocatore: numeri, statistiche, report si aggiungono quindi all’immancabile fiuto.
CINQUE ANNI TRA TOP, FLOP E PLUSVALENZE Dal 2011 a oggi, Walter Sabatini ha portato a Roma una miriade di calciatori: Sudamerica, Balcani, Africa, Spagna e Nord Europa le provenienze più gettonate. Spesso ci ha visto giusto (Pjanic, Benatia, Strootman, Nainggolan, Lamela, Marquinhos, Borini, Stekelenburg, Szczesny, Castan, Manolas, Salah, Perotti per citarne alcuni), altre volte - anche mal consigliato dagli allenatori del momento - ha portato a Trigoria veri flop: José Angel, Goicoechea, Tachtsidis, Kjaer, Doumbia, Ibarbo sono un elenco abbastanza rappresentativo. Ma c'è una dote che si deve assolutamente riconoscere a Sabatini: la capacità di monetizzare. Marquinhos, Benatia e Lamela, ma anche Bertolacci e Romagnoli rappresentano il top delle operazioni in uscita: giocatori pagati pochi milioni, a volte neanche quelli, rivenduti a cifre astronomiche.
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“TROPPI ERRORI, MA BENE LA REAZIONE” Tornando al match di ieri, il rammarico per l’errore di impostazione che ha regalato lo 0-1 a Perisic rimane. Spalletti ieri nel post gara lo ha detto: “Abbiamo fatto troppi errori di possesso”. L’Inter ha tirato ben poco verso la porta di Szczesny, la Roma è stata meno cinica del solito e ha trovato di fronte il solito Handanovic, decisivo su Salah ed El Shaarawy, graziato da Dzeko e salvato da Medel quando non avrebbe potuto arrivarci. Un Nainggolan in forma e galvanizzato dalla notizia della dolce attesa della compagna ha fatto sì che i nerazzurri siano tornati a casa con un solo, inutile punto. Tutto rimane invariato. Anche nei rapporti di vicinato con la Fiorentina, tenuta a distanza di sicurezza e con gli scontri diretti largamente a favore anche grazie al Frosinone. A piacere molto a Spalletti è stata la reazione dopo il gol subito: un segnale chiaro sullo stato mentale del gruppo, convinto di poter raggiungere l’obiettivo terzo posto.
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