Roma, quanto mancano El Sha e Salah: gli esterni giallorossi non segnano più

I numeri offensivi preoccupano Fonseca, con Dzeko sempre più solo a reggere il peso dell’attacco

di Gianluca Viscogliosi

Oltre Dzeko e il ricordo di El Shaarawy e Salah il buio. E ad accendere la luce dell’emergenza attacco, di nuovo, ci ha pensato ieri direttamente Fonseca nel post partita di Juve-Roma: “Il problema non è solo l’assenzA di Edin, o il rendimento di Kalinic, ma quello di tutti gli attaccanti. Possiamo fare molto meglio, ad esempio Kluivert e Under hanno sbagliato tanto nel primo tempo, questa è la differenza in questo momento”. Game, set and match. Palla al centro. Anche perché adesso arriverà la lanciatissima Lazio di Inzaghi in underby che si preannuncia fondamentale e Fonseca dovrà cercare una soluzione alla sterilità offensiva romanista che ha radici profonde e che si presenta con una ciclicità preoccupante.

ASSENZA RUMOROSA – Gli altri, dicevamo. Che Kalinic non fosse un bomber di razza e che non potesse assicurare alla causa un bottino importante di gol lo dicono le sue statistiche del passato e la mancanza della rete da circa un anno. Ciò che è mancato ai giallorossi è stato il cast di supporto, una batteria degli esterni oggi scarica che sta facendo rimpiangere più del dovuto quanto dato negli anni sia da Salah sia da El Shaarawy. Al di là dei numeri paranormali che sta collezionando con il Liverpool, l’egiziano ha sempre dato prova di essere efficace in zona realizzativa. Con la Roma 34 gol totali e 22 assist in 83 presenze, con un’ultima stagione straordinaria, quella 2016/17, da 19 reti e 14 assist. Discorso simile per El Sha, che ha preso proprio il testimone di Salah come spalla ideale di Dzeko. Meno continuo dell’egiziano (40 gol, 25 assist, 139 presenze), ma con un’impennata nella stagione conclusiva in giallorosso da 11 gol e 6 assist.

BATTERIA SCARICA – El Shaarawy e Salah quindi, 30 gol combinati considerando la loro massima espressione stagionale. Un numero lontanissimo dalle prestazioni della coppia Under-Kluivert. Il turco verosimilmente è riuscito ad esprimersi meglio alla sua prima stagione, da gennaio in poi, trovando la rete in 8 occasioni. Lì però è rimasto, considerando i 16 gol totali accumulati in due stagioni e mezzo di Roma. L’olandese ha fatto addirittura peggio, pagando lo scotto della prima annata italiana – solo 2 reti – partendo bene quest’anno ma affievolendosi con il sopraggiungere di alcuni guai fisici. Discorso leggermente diverso per Zaniolo, riscopertosi esterno dopo una partenza da mezzala, ma di fatto la vera spalla di Dzeko in questa stagione giallorossa (6 gol), e per Diego Perotti, più ala di raccordo e di manovra che realizzativa. Sommando i gol realizzati dalla stagione 17/18 da Perotti, Zaniolo, Kluviert e Under si arriva a quota 52, un numero modesto specialmente considerando come nessuno di loro sia riuscito a raggiungere la doppia cifra nell’arco di una stagione intera. Il Monito arrivò insieme a El Shaarawy nel gennaio del 2016, dando nuova vita all’attacco sin lì inceppato dei giallorossi, alle prese con una prima stagione complicata dello stesso Dzeko. L’auspicio di Fonseca magari è che anche quest’anno il mercato possa accendersi e dargli una mano, per rilanciare il suo attacco e per ricaricare la batteria del suo sistema offensivo.

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