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Roma, la sosta che lascia cicatrici: Wesley e una maledizione senza fine

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi Collaboratore 

I casi di Zaniolo e Spinazzola restano i più pesanti, ma la 'maledizione' delle Nazionali in casa Roma si manifesta anche in forme diverse, a volte meno gravi ma comunque sufficienti a tenere in apprensione l’ambiente giallorosso. Nel 2023, ad esempio, durante Italia-Macedonia del Nord, Gianluca Mancini è costretto a fermarsi per un problema all’inguine. L’allarme rientra dopo gli esami, che escludono lesioni: il difensore torna subito a disposizione e gioca contro l’Empoli, contribuendo al netto successo giallorosso. Anche l’attacco ha pagato il suo prezzo. Nel 2024 Romelu Lukaku accusa un sovraccarico all’inguine durante un impegno con la Belgio, senza però conseguenze rilevanti: riesce infatti a essere regolarmente in campo nella gara successiva contro l’Inghilterra. Più serio, invece, lo stop di Azmoun: nel corso della sfida tra Iran e Turkmenistan, l’attaccante è costretto a uscire per un problema alla coscia sinistra. Gli esami evidenziano una lesione al flessore, con circa un mese di stop, complicando le scelte offensive giallorosse allora guidata da De Rossi. L’ultimo episodio, prima del caso Wesley, riguarda Baldanzi. Il trequartista classe 2003 si ferma durante Slovacchia-Italia Under 21: un duro intervento lo costringe a lasciare il campo in lacrime per un problema al ginocchio, dicendo addio al suo Europeo.