forzaroma news as roma Roma, la sosta che lascia cicatrici: Wesley e una maledizione senza fine

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Roma, la sosta che lascia cicatrici: Wesley e una maledizione senza fine

Federico Grimaldi
Federico Grimaldi Collaboratore 

Il simbolo più crudele di questo rapporto complicato tra Roma e Nazionali resta Nicolò Zaniolo. Era il 2020 e il giocatore era appena tornato da una rottura del crociato, subita nel match contro la Juventus: lacrime, dolore e tanta preoccupazione. Quel “tornerò più forte”, pronunciato dopo l’operazione, fece sognare i tifosi, con la speranza che fosse solo un ostacolo temporaneo in una carriera destinata a grandi traguardi. Mesi di sofferenza e lavoro intenso portarono al rientro, coronato dal gol contro la Spal: una serpentina in solitaria conclusa sotto l’incrocio dei pali, che riportò entusiasmo e speranza tra i tifosi, convinti di rivedere il Zaniolo ammirato prima dell’infortunio. Poi arrivò la Nazionale, la Nations League: convocato dall’Italia, durante il primo tempo del match contro l’Olanda le lacrime del giocatore fecero presagire il peggio. E infatti arrivò il nuovo infortunio, una rottura del crociato al ginocchio opposto a quello già operato. Da quel momento, qualcosa si è spezzato. La Roma lo ha aspettato, ma il Nicolò Zaniolo dei primi anni giallorossi non è più tornato. Quel terribile episodio con la Nazionale ha negato un sogno, sia alla Roma sia allo stesso Zaniolo. E chissà come sarebbero potute andare le cose se quell’infortunio non fosse mai arrivato.