L'attaccante scuola Roma, oggi al Sorrento: "L'esordio fu una bellissima sorpresa, un sogno che si realizzava. Quest'anno può lottare per lo Scudetto"
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Federico Ricci, ex giocatore cresciuto nelle giovanili della Roma e attualmente in forza al Sorrento in Serie C, ha rilasciato un'intervista a LaCasadiC parlando anche del suo passato in giallorosso. Lui, insieme al gemello Matteo, hanno sempre avuto il sogno comune di vestire la maglia della squadra della loro città e del loro cuore, cosa che poi è effettivamente avventura per Federico nella stagione 2012-13. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni:
Che ricordo ha dell'esordio con la Roma? "L’esordio con la Roma è stato tutto una bellissima sorpresa. Un'emozione unica perché sinceramente non me l’aspettavo, dato che stavamo perdendo in casa e un cambio giovane non te lo aspetti per andare a riprendere la partita. Invece Garcia mi ha dato l’opportunità di entrare a dieci minuti dalla fine e di fare anche bene. Per me era un sogno che si realizzava, giocare per la squadra della mia città e della mia famiglia, perché siamo tutti romanisti, e dare anche un contributo per andarla a pareggiare poi è stato qualcosa di unico e un ricordo indelebile".
Che cosa significa la Roma per Federico Ricci? "Alla Roma devo tutto, è la squadra che mi ha dato l’opportunità di realizzare il mio sogno e di formarmi anche come uomo. Il mio rapporto oggi con la Roma è quello del tifoso, di uno che spera possa vincere qualcosa e per me quest’anno ha tutte le carte in regola per poter lottare per lo scudetto".
Qualche aneddoto sul record delle 10 vittorie? "Il record delle 10 vittorie con Garcia me lo ricordo bene, era una squadra fortissima quella. Ricordo che Pallotta ci diede un rolex a testa per festeggiare questo record. Quella squadra arrivò seconda poi ma aveva un livello di qualità altissimo. C’era un gruppo bellissimo di un livello e un carisma altissimo. Stare con loro tutti i giorni era un sogno, e imparavo a vista d’occhio. Aneddoti ce ne sarebbero tanti, anche perché quella era una squadra molto scherzosa e il fatto che i risultati aiutavano c'era un clima veramente bello, ma è giusto che le cose dello spogliatoio restino nello spogliatoio. Dopo il prestito a Crotone dove feci un'annata da protagonista ho avuto anche l'opportunità di tornare in pianta stabile in prima squadra, ricordo che ne parlai con Spalletti che mi disse che gli piacevo e mi vedeva all'interno del gruppo. In quel momento però io sarei stato il quinto esterno, ma dato che volevo giocare ho scelto di andare a Sassuolo. Non rimpiango nulla, era la scelta più logica in quel momento per la mia carriera".
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