Il terzino della Roma Primavera racconta i primi passi nel mondo del calcio fino a diventare campione d'Italia

Eros De Santis, terzino della Roma Primavera di Alberto De Rossi, si racconta in un'intervista al sito ufficiale giallorosso.

1. “Il mio primo ricordo calcistico è legato a una mia partita di quando ero piccolo. Avevo cinque o sei anni e giocavo nel Tivoli. Stavo per tirare un calcio di punizione e mio padre dalla tribuna mi fece un gesto per suggerirmi di “scavare” il tiro per far passare la palla sopra la barriera. Ho seguito l’indicazione e ho fatto gol”.

2. “Non ho praticato nessuno sport oltre al calcio: ho iniziato a giocarci quando avevo quattro anni e mezzo. Le persone che hanno avuto la maggiore influenza nella mia carriera sono mio padre e il mio fratello maggiore Samuele. Mi hanno sempre accompagnato a giocare e dopo ogni allenamento e partita, tornavo a casa e discutevo con loro di tutto quello che era successo in campo. Una volta, quando avevo dieci anni, mio fratello venne da Roma a Lecco (più di 600 km!) per vedermi giocare in un torneo”.

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3. “Quando ero piccolo giocavo da punta centrale. Poi quando sono arrivato alla Roma, dieci anni fa, l’allenatore dell’epoca Marco Rosa chiese a tutti noi chi fossero i difensori e chi gli attaccanti: quasi tutti si dichiararono attaccanti. Allora decise di fare degli allenamenti specifici per capire chi potesse giocare meglio in difesa e io ero tra questi. Così sono diventato difensore e terzino”.

4. “Da bambino a casa ero circondato da tifosi juventini, così fino a otto anni seguivo la Juve. Una volta arrivato alla Roma ho iniziato da subito a tifare per i giallorossi”.

5. “In campo la mia caratteristica migliore è la corsa, in particolare la mia progressione sulla fascia. La cosa in cui invece dovrei migliorare è la concentrazione, per mantenerla al 100% in ogni momento della gara”.

6. “Il mio primo idolo è stato Carles Puyol. Quando avevo 14-15 anni portavo i capelli lunghi, molto simili ai suoi e tutti mi chiamavano Puyol. Poi ho scoperto che era un grande campione, per cui è diventato uno dei miei calciatori preferiti”.

7. “Il calciatore che più ammiro nel mio ruolo e Thiago Silva: ha tecnica, corsa, fisicità e spicca per la sua esplosività nei primi metri. Quello più forte di sempre invece è Lionel Messi: è un genio, è il più forte sotto tutti i punti di vista. Dribbling, passaggi, cross, gol… Nessuno è come lui”.

8. “Il mio massimo sogno nel calcio è quello di vincere i Mondiali., il mio obiettivo è quello di riuscire a entrare stabilmente nella prima squadra della Roma. Spero che succeda il prima possibile, per poi rimanerci a lungo ad alti livelli”.

(asroma.com)

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