Pizarro: “Non è normale che un romano come Pellegrini venga insultato. Villar mi ricorda Kakà”

L’ex centrocampista della Roma commenta: “Succedeva anche a Florenzi e a Totti hanno tirato indietro la maglia. De Rossi? Credo farà il percorso per diventare allenatore giallorosso”

di Redazione, @forzaroma

Non è normale che un romano venga insultato”. A dirlo è David Pizarro, che ieri è intervenuto dal Cile per parlare di Lorenzo Pellegrini e di tanti altri argomenti giallorossi. L’ex centrocampista cileno ha commentato a ‘Il Tribunale delle romane’, programma in onda su ‘Rete Oro’, le vicende legate al numero 7 della Roma che dopo la partita col Sassuolo si è sfogato sui social. Un romano e romanista come lui non è normale che venga insultato. Succedeva anche a Florenzi e a De Rossi. Una volta Totti tirò la maglia in curva e qualcuno gliel’ha ritirata indietro. Assurdo”, ha detto il ‘Pek’.

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Pizarro: “Villar mi ricorda Kakà. De Rossi farà il percorso per diventare allenatore della Roma”

 

Pizarro parla poi anche di campo e, ovviamente, di centrocampisti: Pellegrini non è un regista, è una mezzala. Villar mi piace tantissimo, in lui vedo molto di Kakà. Mi ricorda il brasiliano per movenze e accelerazioni. Un consiglio? Tirare fuori più personalità, deve alzare la voce e chiedere la palla”. Il cileno ha cominciato insieme a De Rossi anche il corso a Coverciano per diventare allenatore: “Io e Daniele abbiamo un rapporto speciale. Credo che farà il cammino per diventare allenatore della Roma e vincere quello scudetto che purtroppo non siamo riusciti a vincere insieme. Torno anche io con lui? A me piacerebbe lavorare con i giovani, ma non ditelo ad Alberto, il papà di Daniele che allena la Primavera (ride, ndr)”.

Non poteva mancare poi un ricordo dei suoi anni nella capitale:La nostra Roma era fortissima e giocava bene, ma aveva solo 13-14 titolari. Spalletti aveva creato un sistema perfetto e anche con Totti aveva un rapporto unico. Poi non so cosa sia successo. Erano davvero culo e camicia, quella storia non doveva finire così. Il derby più bello è quello del 2010 della doppietta di Vucinic, ci stavamo giocando il titolo. Il dolore più grande è Roma-Sampdoria. Cosa è successo a fine primo tempo nello spogliatoio? Non ve lo dirò mai”. Infine un giudizio su Fonseca: “La sua Roma ha troppi alti e bassi. Non sai mai se dopo una bella partita ne giocherà un’altra uguale”.

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