La Roma di Pallotta, da Iturbe a Nzonzi: ecco i flop del decennio

La Roma di Pallotta, da Iturbe a Nzonzi: ecco i flop del decennio

Tanti forse troppi i bidoni passati per Trigoria nei dieci anni americani. E quanti “desaparecidos”…

di Edoardo Bandini

La storia di James Pallotta alla guida della Roma potrebbe essere giunta al termine, con Dan Friedkin vicino a dargli il cambio. Il presidente statunitense probabilmente verrà ricordato dai tifosi per la semifinale di Champions League raggiunta nel 2018 e soprattutto per le prestigiose cessioni: da Alisson a Salah, passando per Nainggolan, Strootman, Pjanic e Manolas, fino ad arrivare ai vari Marquinhos, Rudiger e Lamela. In dieci anni di mercato il tycoon americano ha comprato e venduto tantissimi calciatori, in molti però hanno deluso le aspettative iniziali. 

PORTIERI – Maarten Stekelenburg è probabilmente il portiere che ha illuso di più la piazza romana negli ultimi anni. Arrivato dall’Ajax come uno dei migliori giocatori nel suo ruolo a livello internazionale dopo la finale del Mondiale del 2010 con la maglia dell’Olanda, non è riuscito a confermarsi ad ottimi livelli. Il classe ’82 è stato il primo olandese a vestire la maglia giallorossa e la sua avventura non inizia nel migliore dei modi con l‘eliminazione nei preliminari di Europa League contro lo Slovan Bratislava. Nella prima annata in Italia colleziona 33 presenze subendo ben 45 gol. L’anno successivo perde il posto da titolare. Nella stagione 2012-13 infatti a Trigoria vengono acquistati due nuovi portieri: Tomas Svedkauskas e Mauro Goicoechea. Il primo arriva giovanissimo per 250mila euro dal Suduva, non esordisce mai in prima squadra e colleziona una sola presenza con la Primavera. Il secondo invece fu maledetto dai tifosi giallorossi per i diversi disastri che fece in mezzo ai pali. L’uruguaiano si presenta con grande umiltà e conquista col tempo la fiducia di Zeman diventando titolare. Le sue lacune tecniche però affossano la già fragile difesa della Roma. Tra i suoi diversi errori si ricordano soprattutto quello nel derby sulla punizione dei Candreva e contro il Cagliari, dove su un cross innocuo di Avelar si butta praticamente il pallone in porta da solo. La sua prima ed unica stagione in Serie A si chiude con 15 presenze e 24 gol subiti. Nel 2018 infine il ds Monchi acquista per 9 milioni di euro dal Copenaghen Robin Olsen. Lo svedese inizia abbastanza bene ma il suo rendimento subisce un progressivo calo nelle prestazioni, tanto che Ranieri a metà stagione gli preferisce Antonio Mirante. 

DIFENSORI – Nel reparto difensivo probabilmente si sono visti i “bidoni” più eclatanti. Sono infatti molti i difensori a non aver convinto per niente la piazza romana, nello specifico soprattutto i terzini. Sulle fasce negli ultimi anni ha corso, o almeno ci ha provato, gente come Dodò, Michel Bastos, Ashley Cole, Karsdorp, Piris, José Angel, Emanuelson o Jonathan Silva. In 7 hanno collezionato in totale 102 presenze con la maglia giallorossa e nessuno si è riuscito ad imporre rimanendo per più di due stagioni. C’è da dire che per esempio Michel Bastos ed Ashley Cole arrivarono praticamente a svernare in Italia mentre Silva e soprattutto Karsdorp sono stati tormentati dagli infortuni. Anche tra i difensori centrali però troviamo diversi giocatori che hanno deluso. Al primo posto probabilmente troviamo Thomas Vermaelen.Il belga atterra nella Capitale nell’estate del 2016: dopo le brillanti stagioni in Premier League con l’Arsenal si trasferisce al Barcellona dove però non si riesce ad imporre e quindi la squadra capitolina lo prende in prestito con diritto di acquisto fissato a 10 milioni. La sua avventura italiana però non inizia nel migliore dei modi, all’esordio nei preliminari di Champions League contro il Porto viene subito espulso. Dopo poche partite resta ai margini della squadra a causa di una pubalgia. Anche i recenti acquisti dal sangue latino, Ivan Marcano ed Hector Moreno, non sono stati da meno: in due hanno totalizzato solo 15 presenze. Praticamente inesistenti le esperienze di Gyomber, Zukanovic, Toloi e Spolli. Aleatoria infine la presenza del giovanissimo Tin Jedvaj, arrivato con molte aspettative dalla Dinamo Zagabria giocò solamente due spezzoni di partite per poi essere ceduto dopo una sola stagione al Bayer Leverkusen. 

CENTROCAMPISTI – A centrocampo l’acquisto più deludente è senza dubbio Stevan Nzonzi. Il francese, arrivato come Campione del Mondo con la Francia, è stato prelevato dal Siviglia per circa 27 milioni di euro ed è stato il terzo giocatore più costoso della storia della Roma. Con le sue qualità doveva essere il metronomo della squadra targata Di Francesco ma non riuscì mai ad imporsi nel campionato italiano, per le sue diverse prestazioni opache fu uno degli acquisti del ds Monchi più criticato dai tifosi. Attualmente è in prestito al Galatasary, ma ormai in Turchia è stato già messo fuori rosa dopo metà stagione quindi in estate lo rivedremo molto probabilmente a Trigoria. Anche i suoi connazionali, Maxime Gonalons e Clement Grenier, non sono stati da meno. Entrambi arrivati dal Lione (in stagioni diverse, non hanno mai giocato insieme alla Roma) non sono riusciti mai a trovare continuità e le loro esperienze italiane sono durate pochi mesi. Un altro che ha deluso è stato Gerson. Il giovane brasiliano venne acquistato dall’attuale direttore sportivo Walter Sabatinie arrivò con la nomea di nuovo talento carioca, ma così non fu. Il classe ’97 quando firmò con la Roma stipulò, insieme al padre-procuratore Marcao, una eccentrica clausola che riguardava anche il Barcellona. Il giovane trequartista infatti fu strappato dal club blaugrana, il quale aveva la possibilità di pareggiare tutte le offerte di altri club nel caso la Roma avesse deciso di venderlo. Fin qui nulla di strano, ma l’altra clausola particolare prevedeva un cospicuo risarcimento per il Barca nel caso in cui Gerson avesse vinto il Pallone d’Oro con la maglia della Roma. Quest’ultimo aspetto fa sorridere visto che in due anni collezionò solo 28 presenze segnando due gol contro la Fiorentina. Infine praticamente non pervenuti Ante Coric e Salih Ucan: dovevano essere il nuovo fenomeno croato e turco ma di loro ormai si è persa traccia.

ATTACCANTI – Patrik Schick è il più grande flop di mercato dell’era Pallotta. Con i suoi 42 milioni di euro detiene il primato di giocatore più pagato dalla Roma. Arrivato dopo una buona stagione alla Sampdoria e “strappato” dalle grinfie della Juventus, l’attaccante cieco aveva tutte le carte in regola per poter far bene e dimostrare tutte le sue qualità ma deluse tutti per due stagioni. I gol nella Capitale sono stati solamente 5 in 46 gare, troppo poco per uno che doveva essere il nuovo goleador della squadra. Adesso è attualmente in prestito al Red Bull Lipsia e in Germania sta vivendo una seconda giovinezza: basti pensare che in sole 14 presenze ha già segnato più reti (7) che in tutta la sua avventura capitolina. Ma il classe ’96 non è l’unico ad aver fatto un completo disastro a Trigoria, anche Juan Manuel Iturbe non fu da meno. L’argentino dopo un grande stagione con l’Hellas Verona viene acquistato per circa 25 milioni di euro.Anche lui, rubato alla concorrenza di top club come la Juve, però ha sofferto il peso di tutti quei soldi sborsati da Pallotta per acquistarlo. L’ex Porto non è mai riuscito a segnare con regolarità e realizza solamente 3 gol contro CSKA Mosca, Juventus e Lazio. Nella sua seconda stagione a gennaio si trasferisce al Bournemouth, ma anche la sua avventura in Premier è sfortunata. Adesso, dopo alcune esperienze in Messico, è attualmente al Pachuca, i suoi anni di gloria ormai sono solo un ricordo lontano. Male, a tratti malissimo, anche Seydou Doumbia. L’ivoriano nel 2015, nell’ultimo giorno di mercato invernale, passa a titolo definitivo alla Roma per 14.4 milioni di euro più 1.5 milioni di bonus: da sottolineare che non raggiunge subito la Capitale perché impegnato in Coppa d’Africa. Il 15 febbraio arriva il suo esordio nella gara pareggiata 0-0 contro il Parma: al momento della sostituzione viene subito coperto dai fischi dei tifosi. Conclude la stagione totalizzando 14 presenze e 2 reti, poi inizia a girare in prestito tra CSKA, Newcastle e Basilea prima di essere ceduto definitivamente allo Sporting Lisbona. Deludenti anche Victor Ibarbo e Gregoire Defrel. Praticamente non pervenuti Nico Lopez, Ponce e Sanabria. 

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