Dal 13 maggio, quando si sono conclusi i lavori in commissione scuola al Senato, il Mef non è stato in grado di reperire quei soldi.
Sessantacinquemila persone ogni anno muoiono aspettando l'aiuto di un passante, di uno sconosciuto o di un familiare, a cui nessuno però ha insegnato cosa fare. Sessantacinquemila morti, alcune evitabili: basterebbe avere più persone formate. Ma la legge Bove - che prende il nome dall'ex calciatore della Fiorentina, oggi al Watford, colpito da arresto cardiaco in campo nel dicembre 2024 - è ancora in attesa che il Mef trovi le risorse per rendere i corsi di primo soccorso obbligatori nelle scuole, scrive La Repubblica. L'iter in commissione parlamentare è concluso, ha portato un ridimensionamento delle ambizioni iniziali ma, come sostiene il senatore Marco Lombardo (Azione) che firma quel disegno di legge, “questo non è un problema di costi, ma di investimenti: bisogna investire nella cultura del primo soccorso". Servono cinque milioni per poter partire, briciole per le casse dello Stato. Ma proprio qui si è incagliato l'iter: dal 13 maggio, quando si sono conclusi i lavori in commissione scuola al Senato, il Mef non è stato in grado di reperire quei soldi. Servirebbero a finanziare le novità introdotte dal disegno di legge: formazione sul primo soccorso obbligatoria a livello scolastico nelle ore dedicate alla sicurezza nel lavoro, e non nelle ore di materie scolastiche, per non tradire l'autonomia della scuola. E la riduzione dell'Iva sui defibrillatori per portarla al 5%.
© RIPRODUZIONE RISERVATA