Lo scetticismo di agosto, le incertezze d'inverno e il sole della primavera. Il primo anno di El Aynaoui alla Roma si potrebbe riassumere in queste tre fasi. Ha avuto difficoltà, le sta continuando ad avere ma finalmente si inizia ad intravedere un qualcosa. Ma questa volta è diverso dalle altre sporadiche prestazioni positive: il marocchino ha mandato un segnale. Lui vuole la Roma, vuole un futuro nella Capitale. E ora è iniziato il momento di fare sul serio: un vero e proprio cambio di pelle in questo finale di stagione. Forse arrivato un po' tardi, ma c'è stato. Gioca di più, si sente più sicuro. Gasp lo ha capito e lo sta inserendo più spesso nelle rotazioni. Dopo la panchina di Milano, ha sempre giocato. E ieri ha fatto 90 minuti: non capitava in campionato da ottobre, dalla vittoria contro il Sassuolo. Col Bologna, poi, è arrivata anche la prima gioia personale in A: inserimento perfetto e tap in a superare Ravaglia dopo la magia di esterno di Malen.

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Il cambio pelle di El Aynaoui: il curioso dato sui finali di stagione
Ma non è stato solo il gol: El Aynaoui ha giocato una partita dal punto di vista tattico, pressoché perfetta. Passaggi decisivi, movimenti giusti: ha messo in scena un prova solida che riscrive - almeno per qualche giorno - il suo destino in maglia giallorossa. Non è frutto del caso: il marocchino cambia passo nei finali di stagione. L'anno scorso, con il Lens, aveva fatto 7 gol in Ligue 1. Ma non sparsi nel tempo: tutti racchiusi negli ultimi mesi. Dal 23 febbraio, fino a maggio, sono arrivate tutte le reti del centrocampista. Ora è arrivata la prima in campionato. Ha sofferto la pressione dell'ambiente, le fatiche della Coppa d'Africa, come da lui stesso ammesso nel post partita col Bologna. Ma ora è centrato verso l'obiettivo: dimostrare di valere i soldi spesi dalla Roma. Ha ancora tempo. Il futuro nella Capitale non si può decidere in un anno. Il cambio di passo c'è stato. Ora serve continuità.
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