L'argentino è considerato poco cattivo sottoporta mentre il tecnico vuole dei veri e propri killer

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Greenwood, il sogno di Gasperini per alzare il livello e vincere subito

La Roma vuole compiere il definitivo salto di qualità nella prossima stagione e, per riuscirci Gasperini ha individuato un fondamentale tanto banale quanto complicato da migliorare: i gol. I giallorossi hanno chiuso il campionato al terzo posto, ma fino all’arrivo di Malen hanno faticato molto in fase realizzativa. In attacco, fino a gennaio, si sono alternati Dovbyk, Ferguson e Baldanzi da falso 9, senza però dare mai davvero l’impressione di poter garantire il rendimento richiesto. Trovato Malen, Gasperini vuole ora aggiungere gol anche in altre zone del campo, a cominciare dalla trequarti. Da qui nasce la lista dei possibili obiettivi di mercato: da Greenwood a Summerville, passando per Pulisic e Nkunku. Tutti profili abituati a incidere anche in zona realizzativa. Per questo, tra i possibili sacrificabili è finito Matias Soulé. L’argentino ha chiuso la stagione con 6 gol, secondo miglior marcatore giallorosso dopo Malen, ma non ha mai convinto pienamente il tecnico, che sotto porta pretende maggiore cattiveria.

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Soulé contro gli altri: i numeri

Guardando ai calciatori finiti nel mirino della Roma, Soulé è infatti ultimo per xG, con un valore di 3.96. Meglio di lui Nkunku con 9.48, Pulisic con 8.07, Summerville con 5.17 e soprattutto Greenwood con 14.39. Solo Summerville ha segnato meno, fermandosi a 5 gol, ma ha ristabilito la parità stagionale con la rete realizzata ieri nell'esordio al Mondiale. L’esterno Oranje però, presenta numeri migliori nel dribbling: 48,6% di dribbling riusciti contro il 37,2% di Soulé. Meglio dell’argentino anche Greenwood, con il 51,4%, e Pulisic, con il 48,5%, pur non essendo questa la loro caratteristica principale. A rendere a tratti frustrante il gioco di Soulé sono soprattutto le palle perse. Prima Ranieri e poi Gasperini hanno spesso sottolineato i troppi tocchi dell’argentino, che finiscono spesso per rallentare l’azione o trasformarsi in possessi regalati agli avversari. Anche in questo caso i numeri confermano la sensazione: Soulé ha perso in media 12.0 possessi a partita, contro i 3.6 di Nkunku, i 7.6 di Pulisic e i 10.8 di Summerville. Il profilo cercato da Gasperini è chiaro: meno giocate fini a sé stesse, meno appariscenza e più concretezza. Soprattutto negli ultimi metri, dove alla Roma serviranno gol, cattiveria e continuità per giocarsi una stagione da Champions.

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