Florenzi: “Tra due mesi nascerà mia figlia. Il gol al Barcellona? Istinto, coraggio e c…” – FOTO

Il terzino giallorosso è stato ospite del programma “E poi c’è Cattelan” andato in onda questa sera

di Redazione, @forzaroma

Ieri pomeriggio Alessandro Florenzi non ha partecipato all’allenamento nel centro sportivo “Fulvio Bernardini” di Trigoria per registrare la puntata di “E poi c’è Cattelan”, il programma di Sky Uno andato in onda questa sera.

Il numero 24 giallorosso è entrato nello studio dopo la canzone di Giosada, il vincitore di X-Factor: “Lo conosco ma non tifavo per lui”, ammette il giocatore, vestito con la giacca: “Questa me la sono messa solo per te e mia moglie!”

Tanto divertimento per il terzino giallorosso che ha giocato con il presentatore televisivo a Zorb Ball, una versione del calcio, giocato però all’interno di grandi sfere di plastica trasparenti: “Non mi sento per niente a mio agio”, il commento di Alessandro tra le risate del pubblico.

Poi è arrivato il momento dell’intervista vera e propria: “Ci sono delle piccole novità – ammette Florenzi -. Tra due mesi nascerà mia figlia, sono contentissimo”. Poi uno sguardo al grande hobby, la Playstation: “Me la porto sempre con me. Mi ricordo una volta con l’Under 21, ero in Svezia per il play off. Arriviamo lì e i televisori non avevano l’HDMI. L’unica stanza che lo aveva era quella di Arrigo Sacchi, e non sembrava opportuno andare da lui a giocare. Dato che io e Viviani eravamo molto scaramantici, siamo andati a comprare un televisore. Il giorno dopo abbiamo vinto 3 a 2 e ho fatto gol! Finita la partita eravamo in aeroporto – con il mio televisore -, e l’aereo aveva due ore di ritardo. Allora mi metto a cercare la presa al muro, attacco il mio televisore e iniziamo a giocare”.

Impossibile poi non parlare del gran gol da centrocampo contro il Barcellona, ricreato in studio con il Subuteo: “Era un po’ la situazione, un po’ l’istinto, un po’ il culo. Ma ci vuole coraggio a provarci… Il giorno dopo siamo andati in campo ad allenarci, ho calciato un pallone da centrocampo e non sono riuscito ad arrivare neanche all’area di rigore!”. Alessandro parla poi della sua avventura al Crotone“E’ stata un’esperienza che non aspettavo mi potesse dare tanto. Coloro che fanno parte della mia vita mi hanno seguito e mi hanno aiutato. Una cosa però l’ho sofferta: ero con la mia famiglia in quattordici, solo che d’un tratto sono dovuti tutti andar via e io a restare da solo mi sono ca*ato sotto!”  

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