Un ritiro diverso, una nuova mentalità e la scelta di giocare senza paura: così Gasp ha accompagnato Dybala nella svolta
Gasperini: "Dybala se sta bene gioca sempre. Gli infortuni non si possono prevedere"
“Non lo posso mettere a dormire”. Gasp lo ha detto alla vigilia di Torino, quando ha voluto ribadire una certezza: Dybala sta bene, è in una condizione fisica che a Roma non si vedeva da tempo. Il tecnico lo sa e non ha intenzione di fermarlo. Perché un talento così, quando è acceso, va lasciato correre. Contro il Torino la Joya non ha brillato come nelle prime uscite, ma ha lasciato comunque il segno. Un assist per Malen, la giocata che ha sbloccato la partita e altri tre punti per la Roma. Dybala continua a giocare, a incidere e soprattutto a stare bene. Una continuità mai vista nella Capitale. E allora viene da chiedersi cosa sia cambiato. La risposta è nei dettagli, nel lavoro e soprattutto nella testa. Gasp ha costruito il suo Dybala passo dopo passo: un ritiro fatto come voleva lui, la continuità in campo, la fiducia e quel clic mentale che negli ultimi anni sembrava mancare. Non c’è un segreto, ce ne sono diversi. E sono tutti firmati Gasperini.
Dybala, la svolta parte da giugno: così Gasp ha cambiato la Joya
Tutto parte da giugno. O, meglio, da un’estate diversa dalle altre. Qualche mese prima Dybala aveva vissuto un altro stop, quasi due mesi lontano dai campi. Poi il rush finale, quello che ha trascinato la Roma in Champions. Da lì in avanti, però, la Joya non si è più fermata. Gasp ha iniziato a lavorarci subito. E qui sta una delle differenze più grandi rispetto alla scorsa stagione. Un anno fa Dybala aveva saltato più di metà del ritiro. Stavolta no. Stavolta c’era dal primo giorno. Ha seguito ogni indicazione del tecnico, ha lavorato sui suoi dogmi e soprattutto ha dato continuità al lavoro. I primi segnali sono arrivati già nelle amichevoli. Sembrava un altro Dybala. Più presente, più dentro la partita, più disposto a correre. E soprattutto più voglioso di tirare. Un dettaglio tutt’altro che banale, visto che negli ultimi tempi anche quello sembrava essere finito in secondo piano. Forse la paura di farsi male lo aveva portato a frenare. Quest’estate, invece, ha scelto di cambiare approccio. Si è affidato a Gasp e al suo metodo, accettando di spingersi oltre quelle che erano diventate le sue abitudini. Il resto lo sta raccontando il campo: cinque partite da titolare, continuità, prestazioni e una Joya che è tornata a brillare. Questa volta, per davvero.Dybala, più gioca e più si fida: il segreto di Gasp per la nuova Joya
Continuità. Giocare e continuare a farlo. Niente di più semplice. Perché quando Gasp ha la possibilità di schierarlo, non si fa problemi: Dybala va in campo. Nessun calcolo sulle partite consecutive, nessuna gestione esasperata. Il segreto è anche questo: farlo sentire importante, metterlo al centro del gioco e dargli fiducia. Perché giocare aiuta a giocare. E giocare con continuità aumenta la fiducia. La Joya ha fatto un vero clic mentale, forse il segreto più importante del suo cambiamento. Ora non ha paura di tirare, di attaccare, di stare dentro la partita. Non pensa più a quello che potrebbe succedere. Pensa a giocare. E quando Dybala pensa solo a quello, il talento torna a fare il resto.© RIPRODUZIONE RISERVATA