Diaconale all’attacco: “I playoff darebbero solo un’opportunità alle squadre che hanno deluso”

Diaconale all’attacco: “I playoff darebbero solo un’opportunità alle squadre che hanno deluso”

Queste le parole del portavoce biancoceleste: “I presunti virtuosi vogliono bloccare e quindi annullare il campionato”

di Redazione, @forzaroma

Arturo Diaconale, portavoce della Lazio, è tornato ad esprimersi tramite il suo profilo ufficiale Facebook riguardo la situazione della Serie A in questo momento di emergenza legato al diffondersi del Coronavirus. Queste le sue parole:

“A proposito dei buoni e dei cattivi. Torno a ribadire che quanto scrivo sul mio taccuino biancoceleste non impegna direttamente o indirettamente il presidente Claudio Lotito e la S.S. Lazio, ma esprime solo le mie opinioni personali. Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste. Ma, a parte che Lotito ha dimostrato fin troppo bene che quando c’è da esprimere la propria voce non si tira certamente indietro, la mia storia di giornalista libero mi impedisce di considerare un fattore di censura la mia funzione nella S.S. Lazio. Per cui, non per amore di polemica ma per naturale vocazione alla dialettica, non posso fare a meno di rilevare il singolare fenomeno che si sta verificando sui media a proposito di quale impatto stia avendo il coronavirus sul mondo del calcio. Nessuno discute sulla necessità o meno di affrontare con misure energiche la diffusione della pandemia. Ciò che viene presentato, con il contorno dei soliti pregiudizi, è l’idea che l’esplosione del virus abbia prodotto una sorta di divisione tra buoni e cattivi tra i dirigenti delle società calcistiche italiane. Da un lato quelli che si fanno carico del problema generale della tutela della salute del pubblico e di quello particolare della tutela della salute dei giocatori, cioè i buoni. E dall’altro i cattivi rappresentati da chi, pur nella consapevolezza della gravità dei due problemi, bada esclusivamente ai propri limitati interessi di bottega. Da un lato, quindi, il rispetto per l’interesse generale del Paese, dall’altro l’egoismo di privilegiare sempre e comunque il proprio “particulare”. Prendiamo, ad esempio, la discussione in atto sul dilemma se il fermo del Campionato comporti automaticamente il blocco degli allenamenti. La questione, che viene presentata da alcuni media come il confronto tra chi si preoccupa della salute dei giocatori ed è virtuoso e chi pensa solo alla classifica ed è un egoista, è mal posta. Perché dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici). Perché mai questo sarebbe un interesse virtuoso e quello antagonista, che punta a completare il campionato nel rispetto delle regole, sarebbe censurabile? Mistero fitto o risposta fin troppo facile? Mario Balotelli, che pure non è mai stato simpatizzante laziale, ha scelto la seconda strada affermando che il Campionato è stato bloccato solo dopo che la Lazio è diventata seconda. Ma, proprio per evitare polemiche, evito la semplificazione e mi limito a sottolineare come l’indicazione del presidente della Figc Gabriele Gavina a finire con regolarità “quello che è iniziato” sia quella di maggiore buon senso. L’auspicio, allora, è di portare a termine la stagione senza le fasulle distinzioni moralistiche tra i virtuosi ed i peccatori. Basta con le ipocrisie politicamente corrette che, guarda caso, sono sempre al servizio degli interessi dei eterni privilegiati. Aspettiamo che la nottata del coronavirus arrivi all’alba e poi si riapra il campionato. E vinca chi continua ad avere più fiato, voglia, passione. Come recita ed impone la legge dello sport. Da Olimpia ad oggi! Attenzione a non compiere errori in nome di un moralismo da strapazzo (vero Chirico?). Il rischio è che si torni ancora una volta a ingenerare negli italiani il sospetto che la repubblica calcistica italiana sia sempre e comunque retta da una monarchia e che la sorte dei campionati finisca con l’essere sempre decisa dalla subordinazione ad essa!”.

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  1. gigisan1 - 4 mesi fa

    posto che chiunque ha il diritto di esprimere la propria opinione è, altresì, un diritto non condividerla. A prescindere, evidentemente, dalla posizione dei tifosi,ovviamente e legittimamente interessata, c’è da dire che una emergenza simile a quella che stiamo vivendo dovrebbe suggerire a chiunque più moderazione perchè se è vero che tutti debbono e possono esprimersi, il giudizio dei cd addetti ai lavori immancabilmente condiziona anche quello di altri meno informati sui “dettagli” che sono alla base di talune presunte ed apparentemente disinteressate opinioni. Quindi penso che il pensiero del portavoce della Lazio non sfugga a questa disamina. Se è vero che abbiate meritato sul campo un risultato favorevole è anche vero che questo giudizio debba essere perfezionato alla fine della competizione e non solo quando ci è più favorevole. E questo vale per tutti. Non sono una amante del calcio ma delleo Sport vero. I calciatori sono persone umane e, per questa ragione, cerco di vedere questo momento con un occhio diverso più concentrato sulla salute delle persone che su un mero risultato sportivo. Da molti anno purtroppo ciò che caratterizza di più il calcio sono solo gli interessi economici, null’altro, e credo sia giunto il momento di cambiare rotta.

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