"A Bergamo ho costruito una vita e ho vissuto i miei anni più belli insieme a voi. Sarà sempre casa mia", le parole dell'olandese

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Roma, lampo de Roon. Carisma e non solo: ecco cosa può portare il 'soldato' di Gasp

Come un lampo, De Roon si è presentato a Roma. E ha accettato la corte di Gasperini. A pochi giorni dalla chiusura del mercato, la Roma ha fatto la sua scelta: dentro l’olandese, fuori El Aynaoui. Una decisione che ha fatto discutere, soprattutto per la differenza d’età tra i due. Da una parte un giocatore nel pieno della maturità, dall’altra un profilo più giovane sul quale il club aveva investito la scorsa estate. Ma Gasp sa quello che fa. E se ha voluto portare De Roon a Roma, un motivo ci sarà. Il tecnico conosce l’olandese meglio di chiunque altro e sa esattamente cosa può dare alla sua squadra. Esperienza, personalità, equilibrio e soprattutto la conoscenza di un calcio che non ha bisogno di essere spiegato. A Lecce, intanto, è arrivato subito l’esordio. Dieci minuti per prendere confidenza con i nuovi compagni e iniziare a respirare l’aria della sua nuova squadra. Ma De Roon non ha dimenticato la sua Atalanta. Prima di iniziare davvero la nuova avventura, l’olandese ha voluto salutare Bergamo con un lungo videomessaggio. E proprio lì ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto ad accettare Roma e a ritrovare Gasperini. "Ho accettato un cambio di società perché voglio chiudere giocando. Sento di avere ancora tanto da dare ad alto livello e purtroppo sono rimasto fuori dal nuovo progetto dell'Atalanta. E poi ho scelto chi mi ha cambiato la vita calcistica".

AS Roma Unveil New Signing Marten De Roon

L'olandese ha poi continuato parlando a cuore aperto con i tifosi: "E' difficile anche per voi, che mi avete sostenuto fin dal primo giorno, permettendomi di vivere una favola in cui sono stato tra i protagonisti. Mi avete dato amore, emozioni e senso di appartenenza . Per sempre mi definisco un bergamasco olandese. A Bergamo ho costruito una vita e ho vissuto i miei anni più belli insieme a voi. Sarà sempre casa mia". E ancora: "Sono stati dieci anni indimenticabili, con ricordi che porterò con me per il resto della mia vita, con la magica notte di Dublino dell'Europa League, il primo trofeo europeo di Bergamo. Ringrazio di cuore tutte le persone di questo club, di questa famiglia, tutti coloro che lavorano dietro le quinte, tutti i miei compagni". La conclusione, con l'arrivederci: "Ho rappresentato i valori di questo club anche fuori dal campo. Ho cercato di essere un esempio per i miei compagni, per i tifosi, per tutti quei bambini che giocano a calcio e sognano, per le mie figlie. Bergamo rimarrà sempre parte della mia vita, un giorno tornerò. Grazie, Marten".

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