forzaroma news as roma Cristante, ElSha, Pellegrini e Mancini in coro: “Orgogliosi per le 300 presenze”

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Cristante, ElSha, Pellegrini e Mancini in coro: “Orgogliosi per le 300 presenze”

Redazione

"Raggiungere le 300 presenze per me è un sogno che hai fin da bambino. Nasci e cresci qui, in una famiglia che ti tramanda l'amore per questa società, per questi colori e per questo stemma", ha esordito il numero 7. "Quando uno inizia a giocare qui si sente un po' dentro una bolla, come fosse un sogno. Aspetti di svegliarti, ma alla fine ti rendi conto che sei già sveglio e che quindi te lo devi vivere al 100% come ho sempre fatto e cercato di fare, dando tutto quello che avevo. Diciamo che tra gioia e dolori posso dire di aver vissuto quest'amore per questa maglia al 100% sempre, tutti i giorni. Condividere questo percorso don Cristante, Mancini ed El Shaarawy è stato importante, sono prima che calciatori tre bravi ragazzi, tre uomini veri che ho sempre rispettato e a cui ho sempre voluto bene. Ho avuto la conferma, giorno dopo giorno, che si meritassero a tutti gli effetti di portare questa maglia addosso perché anche loro, come me, tra gioie e dolori hanno sempre dato tutto". Pellegrini poi ha toccato anche il tema dell'essere capitano: "E' un qualcosa che si tramanda da tanto tempo e che ha un certo peso nella nostra città. Capitano è chi si occupa e chi è responsabile della Roma tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti e tutti i secondi. Anche questo, tra gioie e dolori, è quello che ho sempre cercato di fare. Cercare di trasmettere ai miei compagni il mio amore per questa maglia. Anche i miei compagni sono stati bravi a capirlo". Un passaggio, poi, sul significato di giocare per la Roma: "Credo che sia fondamentale che chi viene a giocare per la Roma deve capire che cosa sta facendo, deve capire che non è in una squadra qualunque, in una città qualunque, in uno stadio qualunque e con dei tifosi qualunque. Deve capire che è una cosa speciale, che ti dà tanto e ti rimane dentro per sempre. Se sei bravo a godertela, a dare tutto e a sacrificarti per questa maglia, non potrai che ricevere tanto amore".

Pellegrini ha poi ricordato il suo primo gol al derby contro la Lazio, di tacco, datato 29 settembre 2018: "Era un momento un po' difficile, venivamo da una trasferta a Bologna in cui non avevamo fatto bene e neanche io avevo fatto bene. Già dal giorno prima e la mattina stessa sentivo che quella sarebbe stata una giornata speciale. Pastore si fa male, io entro un pochino a freddo e poi... è successo tutto quello che speravo succedesse. Sono riuscito a giocare il derby in primis, a fare gol, a vincerlo: è stata una cosa meravigliosa, stupenda. Segnare al derby è sempre meraviglioso e stupendo, anche se quello è stato il primo e lo ricorderò per sempre. Essendo me, li ricordo tutti i gol nei derby: non può essere altrimenti. Il più bello penso sia la punizione del 3-0 (20 marzo 2022, ndr), forse il più bello della mia carriera: credo ce la ricordiamo tutti, io particolarmente. Già è una grande emozione portare questi colori addosso, poi giocare il derby e segnare e vincere...". Pellegrini ha parlato anche della vittoria della Conference League: "A proposito di vincere... questa è storia. Lo rimarrà per sempre. Era il mio vero sogno: quando ho capito che non era un sogno giocare per la Roma e che ero sveglio, questo era il mio piccolo sogno vero. Riuscire a gioire, a vincere un trofeo con la mia maglia del cuore. Al di là delle cose personali, dei gol al derby, della realizzazione personale di essere riuscito a raggiungere un livello che mi permettesse di giocare con la mia maglia del cuore, penso che questa foto mi emozionerà sempre più di tutte". Il 7 ha poi scelto un'altra foto dal cassetto dei ricordi, l'esordio contro il Cesena al posto di Ucan nel marzo 2015: "L'inizio".