L'argentino è entrato e ha portato la garra che serviva alla squadra per rimontare. A fermarlo solo la sfortuna ma con lui Gasp può finalmente far rifiatare Malen

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Castro osservato speciale: colloquio con il match analyst di Gasp prima del debutto

La vittoria contro l'Atalanta ha lasciato alla Roma qualcosa in più dei tre punti. A prendersi la scena sono stati giustamente Hermoso e Soulé, autori dei due gol decisivi, ma anche Balerdi e Molina all'esordio oltre ai soliti Dybala e Gasperini. Tra le note più positive però, c'è anche l'ingresso di Santiago Castro. Il "Toto" è entrato al 62' per sostituire Malen tra lo stupore generale dell'Olimpico e dei tifosi che stavano seguendo la partita da casa. Roma in svantaggio, costretta a rimontare, e Gasperini decide di togliere dal campo il giocatore più in forma dell'intera rosa. Una mossa che fino a qualche mese fa era difficile anche solo immaginare. Nella passata stagione, prima dell'arrivo dell'olandese, Gasperini aveva a disposizione Evan Ferguson e Artem Dovbyk, due attaccanti con caratteristiche molto diverse da quelle richieste dal tecnico. Il risultato è stato di appena 386 minuti in campionato per l'ucraino e 776 per l'irlandese. Di mezzo anche i tanti infortuni di entrambi, che in alcune occasioni hanno costretto Gasp a giocare partite importanti con Baldanzi unica punta. Poi a gennaio l'arrivo di Malen. Un exploit difficile da prevedere ma che ha reso ancora più evidente la necessità della Roma di avere un vero "backup", un'alternativa all'olandese che, anche per il suo modo di giocare dinamico e frenetico, tende a perdere brillantezza nei finali di partita. Lo scorso anno però Gasperini lo ha spremuto il più possibile. In panchina non c'erano cambi all'altezza e in alcune uscite l'ex Dortmund è stato costretto agli straordinari.

AS Roma v Atalanta BC  - Serie A 2026/27

Con Castro cambia la musica

L'arrivo di Santiago Castro cambia completamente lo scenario. L'argentino ha caratteristiche ben precise: fiuto del gol, capacità di attaccare la profondità, protezione del pallone e grande disponibilità nel lavoro difensivo. Tutte qualità già messe in mostra nelle prime presenze in giallorosso. Contro l'Atalanta è entrato e in pochi minuti ha colpito prima un palo e poi una traversa, prendendosi anche gli elogi di Gasp nel post partita: "Nelle conclusioni e nel reparto davanti siamo stati bravi ma con meno cattiveria del solito. Ci è mancata cattiveria e potenza. A volte siamo stati leziosi, a parte il palo e la traversa di Castro". L'argentino è entrato e ha portato con sé la garra di cui la Roma aveva bisogno. Quattro tiri, due in porta, due legni e due passaggi chiave. Un ingresso convincente che permette a Gasperini di gestire meglio anche le energie dei titolari. Lo stesso tecnico lo ha sottolineato: "I cambi sono stati bravi ed era quello che stavamo cercando, ovvero completare questa squadra con dei cambi che potessero dare un aiuto importante nell'arco delle partite". Al momento Castro è "solamente" il vice Malen, ma alla lunga difficilmente sarà solo questo. Gasperini è abituato ad avere diverse soluzioni nel reparto offensivo e i tanti impegni stagionali porteranno inevitabilmente a continue rotazioni. Resta in piedi anche l'ipotesi del doppio attaccante, come ammesso dallo stesso tecnico: "Castro e Malen assieme? È un'idea per il futuro. Possono coesistere, sicuramente. Possono giocare insieme. Vedremo, stiamo facendo adesso delle valutazioni. Avremo tante partite quindi ci sarà la possibilità per tutti e anche di variare questi sistemi di gioco". Ed è forse questo il vero salto di qualità della Roma di quest'anno. Gasperini può girarsi verso la panchina e trovare alternative vere, giocatori in grado non solo di far rifiatare i titolari ma anche di cambiare il corso della partita. Contro l'Atalanta è successo proprio questo: Castro ha colpito due legni, Soulé ha trovato il gol, Molina ha dato nuove soluzioni sulla fascia e Balerdi ha comandato la retroguardia come un veterano della squadra. Mai come quest'anno l'allenatore della Roma può guardare la panchina senza trovare soltanto "bambini", come lamentava Mourinho, ma cambi all'altezza dei titolari. Un lusso che a Trigoria, negli ultimi anni, hanno avuto in pochi.

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