Tanti gli affari saltati durante il calciomercato della Roma. L'ultimo è quello di Mason, negli anni ottanta il mancato arrivo di Zico, però, fece arrivare Falcao

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Da Leao a Greenwood: il piano di Gasp per l’attacco

L'estate è la stagione dei tormentoni. Ci sono quelli musicali da ascoltare tutto il giorno in radio o su Spotify e poi ci sono quelli legati al calciomercato. Giorni di incontri e riflessioni prima del naufragio come spesso è capitato nella storia della Roma. Le telenovele, infatti, difficilmente finiscono nel modo giusto. Greenwood è solamente l'ultima puntata di una serie horror di trattative. Mason è stato corteggiato per due mesi, poi alla fine ha preferito i tanti soldi turchi. L'anno scorso di questi tempi la città era in fibrillazione per Rios. Doveva essere lui il grande colpo per il centrocampo di Gasperini. Il copione lo conoscete. Massara perse tempo nella trattativa e virò su El Aynaoui, il colombiano alla fine scelse il Benfica. Qualche settimana dopo fu il turno di Sancho: call e tentativi a vuoto e alla fine l'inglese non arrivò. Lo stesso accadde per Mahrez ai tempi di Di Francesco. Anche in quel caso incontri, telefonate e fumate bianche attese. Ma alla fine arrivarono solo fumate nere e ad Eusebio (che chiedeva un uomo di fascia) fu portato Schick per una cifra esorbitante. Peccato che non fosse quello che serviva a quella Roma. A proposito di esterni. In pochi avranno dimenticato l'incredibile caso Malcom. Il 23 luglio alle 18 i giallorossi pubblicarono questo post su Twitter: "L'AS Roma conferma di aver trovato un accordo di massima con il Bordeaux per il trasferimento del calciatore Malcom. L’operazione sarà ratificata in seguito al buon esito delle visite mediche". Affare da più di 30 milioni e e tanti tifosi andarono a Ciampino per attendere il brasiliano che però nella Capitale non arrivò mai. Poco prima di imbarcarsi arriva la chiamata del Barcellona che cambiò tutto. Malcom accettò i blaugrana, poi la sua carriera è stata poco memorabile ed ora gioca all'Al-Hilal.

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Da Vanenburg a Shevchenko: i casi del passato

Non solo casi recenti, ma scavando nel passato sono tante le telenovele di mercato finite male in casa giallorossa. Qualche esempio? Nel 1998 Zeman consigliò un giovane attaccante ucraino: Andrij Shevchenko. I giallorossi iniziarono la trattativa prima della beffa. L’ex presidente Franco Sensi provò ad acquistarlo. L’affare saltò perché i due emissari romanisti a Kiev scoprirono che era già stato preso dal Milan. Nel 1989 fu ancora più clamorosa la trattativa saltata per l'olandese Vanenburg. Il centrocampista aveva già firmato per la Roma, ma la trattativa saltò incredibilmente per motivi ad oggi ancora misteriosi. L'olandese allungò il contratto con il Psv. Come scusa ufficiale per il suo dietrofront utilizzò la mancata partecipazione della Roma alle coppe europee della stagione 1989-90. A proposito di olandesi: c'è anche Davids tra i calciatori trattati e mai arrivati. Girava anche voce che avesse comprato nella Capitale nei primi anni 2000, ovviamente tutto falso. All'Olimpico venne solamente da avversario. Qualche anno dopo il tormentone Mutu che è stato ad un passo dalla firma (lo chiamò anche Totti) ma alla fine saltò tutto all'ultimo momento. Ma c'è anche un precedente positivo. Nell'estate del 1980 la Roma era ad un passo da Zico, fenomeno brasiliano che ha scritto pagine indelebili del calcio. Alla fine, mentre tutti aspettavano lui, arrivò Falcao tra lo stupore generale. Il Divino, però, fu un grande colpo a sorpresa che cambiò per sempre il destino dei giallorossi. La speranza è che possa succedere anche quest'anno.

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