‘RADIO PENSIERI’, MAIDA: “Ora i giovani vengono usati per finanziare il mercato. Il dopo-Sabatini? Non arriverà un altro ds”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ROBERTO MAIDA: “Quando un giocatore extracomunitario viene comprato dalla società e girato a un’altra società satellite e poi riacquistato, viene aggirata la norma sui giovani comunitari. Ad esempio Diawara è entrato in Italia con il San Marino, poi preso dal Bologna a poco e i rossoblù ora hanno fatto fruttare l’investimento. Lo stesso più o meno ha fatto la Roma con operazioni simili, con giovani che possono portare una plusvalenza con cui si autofinanzia il mercato. Questa è ormai la filosofia. A me piace moltissimo Pellegrini ad esempio, poi c’è anche Caprari che è cresciuto molto. Pellegrini è stato ceduto per 1 milione e 250mila euro, pochissimo per uno come lui, mentre Nura e Sadiq sono due operazioni eccezionali perché sono molto forti in prospettiva, soprattutto Nura. Pellegrini in questa rosa poteva giocarsi le sue carte anche se non da titolare e ora avrebbe fatto comodo. Il dopo-Sabatini? Ad oggi non c’è l’idea nella dirigenza di sostituire Sabatini con un altro Sabatini, ovvero un plenipotenziario del mercato. Si vuole valorizzare la struttura di questa società, con una sorta di quadriumvirato, quattro professionisti che si occuperanno della gestione sportiva e che faranno capo alla società. Il responsabile di questa struttura sarà Massara, se non cambieranno le cose. Sabatini andrà al Milan quando i cinesi concretizzeranno l’acquisto dei rossoneri, quindi volendo anche prima della fine della stagione. Intanto Balzaretti ha superato l’esame da direttore sportivo, Vallone e Fioranelli parteciperanno alla struttura e aiuteranno nella costruzione della squadra che verrà. Poi c’è sempre Baldini, che però non metterà mai piede a Trigoria. Inoltre non escludo che, se resterà Spalletti gli si affiancherà un direttore sportivo di sua fiducia come Marcello Carli. O comunque potrebbe accadere qualcosa di simile se arriverà un altro allenatore”.

FABIO MACCHERONI: “Se la Roma avesse detto di voler costruire una squadra con tutti i giovani di proprietà da riportare in squadra, non so quali reazioni avrebbero scatenato. E’ un cerchio che non si chiude, perché secondo tutti i giovani devono tornare ma non possono giocare perché non sono pronti. Io, invece di ricominciare ogni volta con il Fair Play Finanziario, avrei accolto bene una politica del genere. La società si è presentata con dei proclami di vittoria, ma se non ci fossero stati non si sarebbero magari create tutte queste aspettative tra i tifosi. Un po’ il malcontento dei tifosi è giustificato, perché in effetti si era partiti con Borja Valero e poi non è arrivato. Non sono state mantenute delle promesse. Spalletti deve trovare un equilibrio tra un centrocampo straordinario e l’attacco, oltre a trovare un assetto preciso in difesa. Se ci riuscirà la Roma potrà essere una buona squadra e varrà ancora il secondo posto”.

IACOPO SAVELLI: “I tifosi non hanno voglia di attendere 5 anni per far crescere una squadra fatta di giovani. I supporters giallorossi hanno la concezione della Roma come grande squadra, ma guardando il palmares la stanno sovradimensionando. Il più grande errore è stato l’annuncio di Pallotta “in cinque anni la Roma vincerà”. E’ una promessa che gli si è si ritorta contro. Di certo la Roma non è la stessa di quando è arrivata questa proprietà, in questi cinque anni è cresciuta molto. Non è la stessa situazione di quando c’era la famiglia Sensi. Questa società non si è impantanata come tanti pensano, solo non ha rispettato alcune promesse ed è ovvio che comunque non va tutto bene. La Roma ha sempre centrato la Champions negli ultimi anni ed è un risultato, anche se è normale che non voglio più festeggiare per un secondo posto, al tifoso non basta. Lo stadio? Se parte la conferenza dei servizi non bisogna avere timori”.

MASSIMO CECCHINI: “In molte delle cessioni di giovani da parte della Roma, tanto secondo me è dovuto alla contingenza, al bisogno di soldi. Poi c’è anche una filosofia precisa, gli stessi dirigenti hanno dichiarato tempo fa che non ci sono giovani italiani pronti per la Serie A. Tanti giovani della Roma sono appetibili sul mercato e sono spendibili, ma alla lunga non fa bene neanche al club considerare un ragazzo come moneta di scambio o semplice panchinaro. Occorre proprio un cambio di rotta”.

UGO TRANI: “De Rossi a oggi è più no che sì per la prossima partita dell’Italia, e potrebbe anche tornare a Roma in giornata de gli esami confermassero un infortunio serio. L’incubo di Strootman è quasi finito, ora ha bisogno di giocare tanto per ritrovare il ritmo partita. La Roma con la difesa a tre e Florenzi-Peres sulle fasce non mi dispiacerebbe, poi bisogna sistemare gli altri giocatori in campo. La Roma ha tutta la difesa da pagare, tranne Alisson che non gioca, ha fatto il mercato solo con i prestiti. L’obiettivo minimo per riportare un po’ di entusiasmo è vincere la Coppa Italia”.  

ALESSANDRO ANGELONI: “Nella partita di ieri dell’Italia mi aspettavo subito un’impronta di Ventura, invece abbiamo visto io 3-5-2 di Conte. Se non dai stimoli diversi ti ritrovi una squadra afflosciata dalla sconfitta agli Europei. La coperta a centrocampo è corta: se manca un giocatore per infortunio, e un altro per squalifica diventa un problema. Anche la Roma lo ha capito visto che nelle ultime ore di mercato ha provato a prendere un giocatore per quel ruolo. Adesso la Roma dovrebbe giocare con la difesa a tre e rivalutare Florenzi e Peres, che secondo me non ha giocato male neanche con la difesa a quattro”

XAVIER JACOBELLI: “La Roma si doveva rinforzare di più, anche in difesa. Non mi convince l’acquisto di Vermaelen e non capisco perché la Roma non intinga nella miniera d’oro che ha nel settore giovanile. Quanti anni deve avere Ricci per non essere considerato futuro talento ma un giocatore di qualità? Il preliminare di Champions League è stato fallito, ci sono state per questo delle ripercussioni economiche e di conseguenza qualitative (è saltato l’acquisto di Borja Valero). Adesso la Roma deve concentrarsi e non snobbare l’Europa League”

VINCENT CANDELA: “Sono ormai passati un po’ di anni da quando è arrivato Iturbe, e ancora non ha convinto. Non mi piace il giocatore, né il prezzo del suo acquisto. Non capisco perché non sia stato mandato a giocare al Lione: è scoordinato, tremendo. Emerson non è adatto per la Roma, bisogna puntare su Peres. Fossi in Spalletti punterei ancora sulla difesa a quattro, quella a tre o a cinque è più difficile da apprendere per un giocatore”

LUCA VALDISERRI: “È difficile fare una squadra con tutti i prodotti del vivaio, ma valorizzare questi ragazzi vuol dire risparmiare su ingaggi e acquisti. In questi ragazzi poi c’è un senso di appartenenza alla squadra che tifano, una voglia maggiore di fare quel passo in più in partita e dare il massimo. Invece di comprare i vari Vainqueur e Uçan sarebbe stato sicuramente meglio portare in squadra un giovane. Sadiq è un ragazzo interessante, ma evidentemente a Spalletti non piace per il calcio che lui vuole. Verre e Viviani sarebbero stati due buonissimi cambi a centrocampo, a maggior ragione se la coperta è corta. Se De Rossi starà fuori per un mese per questo problema al polpaccio, a centrocampo la Roma è cortissima”

ROBERTO INFASCELLI: “Il sistema dei campionati Primavera è sbagliato, finchè non ci sarà una formula che possa far esprimere queste ragazzi a livelli più alti, il loro sviluppo sarà sempre ritardato. Caprari ad esempio ci ha messo molto tempo a diventare un giocatore importante, ed ha avuto una sua logica lasciarlo andare. Viviani non mi sembra un profilo molto importante: molti giovani lascianti andare non mi sembrano del livello Roma. Su chi avrei messo la mano sul fuoco è Politano, lo avevo visto giocare in Lega Pro ed è un giovane di qualità superiore”.

PAOLO CENTO: “Le campagne acquisti della Roma hanno dei vincoli e degli obblighi finanziari. Il giocatore che viene dalla Primavera arriva a costo zero, ciò è un vantaggio. La Roma non ha più una visione strategica: mettiamo ragazzi in squadre di Serie B e C, a volte in Serie A, senza però valorizzarli. Poi le squadre che lo prendono chiedono un contratto vantaggioso per la stessa società, che ti costringono poi a sborsare molti soldi per un giocatore già tuo. Questa società deve capire che i tifosi della Roma hanno bisogno di qualcosa in più, perché si sta creando in questa città una frattura: dalle barriere, ai biglietti al mercato. Dalla campagna acquisti ci aspettavamo qualcosa in più negli ultimi giorni, nonostante l’eliminazione dalla Champions League”.

GUIDO ZAPPAVIGNA: “Ho visto Politano giocare nel preliminare di Europa League con il Sassuolo e mi ha impressionato. La Roma deve iniziare ad inserire in rosa i giocatori della Primavera, perchè servono all’interno di una rosa”. 

GIORGIO DE ANGELIS: “Aver perso come Caprari e Verreper prendere i vari Berisha e Vestenicky non producente. Perchè spendere 22 milioni per Iturbe, prendendo tanti rischi, e invece non qzzardare con un giovane della Primavera? Si potevano mettere alcuni ragazzi nella rosa invece di prendere Vainqueur e Uçan”.

FRANCESCA FERRAZZA: “Faccio sempre fatica a criticare le partenze e gli arrivi di giovani. Bisogna avere sempre una struttura forte e che possa proteggere questi ragazzi, altrimenti si passa dal giovane del vivaio al giovane “che ce lo siamo tenuti a fare”. Non bisogna bruciare i giovani. Poi un conto è sbagliare con giovani del vivaio, un altro è sbagliare con un Gerson che hai pagato quasi venti milioni”. 

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