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Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Italia. Una pluralità di stazioni che fungono da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche:
Luigi Ferrajolo (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): “Ranieri forse ha voluto sottolineare che Gasperini non è obbligato ad andare in Champions, ma il programma comprende una crescita globale. Magari ha voluto dare un po’ di respiro a Gasperini, ha fatto bene anche se magari avrebbe dovuto farlo un po’ prima".
Alessandro Vocalelli (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): “Il problema è che Gasperini non sembra contentissimo di quello che ha fatto la Roma. Ranieri interpreta il suo ruolo con autorevolezza, senso della misura, umiltà. Però se un problema c’è, e c’è stato, è che la società è contenta di Gasperini ma non è così viceversa. Giusto che la Champions sia un obiettivo ma non un assillo, ma ognuno fa la sua parte".
Stefano Agresti (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): “L’intervento di Ranieri era mirato a togliere pressione all’allenatore. Poi come sarà valutata l’eventuale qualificazione in Champions o meno conta poco. Doveva mandare un messaggio all’allenatore, per farlo lavorare tranquillo. A volte i programmi pluriennali naufragano in poche settimane, quindi le parole di Ranieri sono giustissime. Poi certo non è che se la Roma arriva settima sono tutti sereni. I Friedkin hanno speso un sacco di soldi a gennaio, per cui ha ambizioni legittime. Però Gasperini sa che già quest’anno deve ottenere dei risultati".
Christian Terlizzi (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): "È una roma importante, ha buoni giocatori, ha un modo di calcio diverso che negli anni ha portato risultati. Ha bisogno di tempo e di pazienza, la piazza di Roma te ne concede poco. Ma va fatto lavorare, Ranieri e la società lo hanno scelto. Ci sono tutti gli elementi. Sta facendo un buon campionato. Voto fino ad ora? 8,5 pieno perché lavorare con Gasperini non è facile, è diverso da tutti gli altri. Assimiliare le sue richieste non è facile. Poi hanno alternato prove positive e negative, ma loro cercano di mettere tutto in atto. Cambiare il modo di pensare di tutte quelle teste non è facile. Il suo carattere mi piace, e ha dimostrato che la sua personalità paga. La Roma ha bisogno di uno in mezzo al campo e qualcosa davanti".
Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio - 104,5): “Ranieri dice che sta in mezzo, per garantire il ‘volemose bene’. A volte ci riesce, altre no. Le parole ora vanno benissimo, sono carezzevoli, allentano le tensioni, ma bisognerà vedere di fronte alla realtà come reagirà l’ambiente. Dopo quello che hanno speso i Friekdin, per la fama di Gasperini l’ambiente si aspetta almeno di entrare in Champions. E la prima parte del campionato ha rafforzato tutto questo. Ci sarebbe un contraccolpo, una delusione più o meno mascherata se la Roma non ottenesse nulla".
Ugo Trani (Te La Do Io Tokyo - Teleradiostereo - 92,7): "Totti accetterebbe un ruolo quasi da comparsa? Dai contatti che ho avuto non mi risulta. La verità è che non c'è proposta, a Francesco non è stato detto cosa dovrebbe fare. La più facile via d'uscita per la società è se gli propongono un ruolo alla Maldini, ma poi se lo giostrano un po' loro, magari lo limitano un po' e a lui può stare bene perché comunque partecipa. Ma se gli chiedono di portare il gagliardetto pur di rientrare non penso che dica sì. Io volevo che Ranieri mi dicesse che il prossimo obiettivo è portare un giocatore come Totti, io voglio quello e do la priorità a quello. Ranieri ha detto che Gasperini non ha l'obbligo di andare in Champions, ma voglio vedere se arriva quinto o sesto come va a finire e se queste parole valgono. Io in questo momento sono molto negativo sulla Roma, mi aspetto solo un grande Gasperini che mi faccia giocare la squadra nel miglior modo possibile e mi faccia vincere le partite. Zaragoza richiesta di Gasperini? Sì, nel senso che, tra quelli che erano rimasti, rispecchiava di più le caratteristiche che voleva per l'esterno d'attacco".
Antonio Felici (Te La Do Io Tokyo - Teleradiostereo - 92,7): “Se io sento ‘I Friedkin stanno pensando a Totti’ penso solo a un’operazione mediatica. Io non sono sicuro che lui dica di sì. Che la società possa avere l’idea di sfruttare la popolarità straordinaria di Totti a livello internazionale non ha niente di strano. Anzi, seguendo la loro logica bisogna dire che è una buona idea. Bisogna capire Totti che ne pensa. Andare in giro a promuovere se stesso e contemporaneamente la Roma può portare anche dei conflitti di interesse. Se viene alla Roma però venga con un ruolo più pesante, altrimenti se deve andare in giro a promuovere, può continuare a farlo come lo ha fatto fino ad ora. Di Ranieri mi ha colpito la questione del monte ingaggi da abbassare. È una notizia che fa riflettere. Bisogna capire in che modo è possibile abbassarlo mantenendo la competitività per restare nelle prime quattro. Se Totti non arriverà ora ma tra mesi, magari tra un anno, allora vuol dire che è tutto fumo negli occhi".
Piero Torri (Radio Manà Manà - 90,9): “Totti aveva mandato più di un segnale al suo ritorno alla Roma, e aveva sempre ricevuto indifferenza. Ora le due volontà invece sono abbastanza vicine. Cosa è successo? Credo che da quando Ranieri è tornato, la proprietà ha capito l’importanza della storia, della tradizione, del romanismo. Staremo a vedere, se succederà qualcosa, accadrà in tempi ragionevolmente brevi. Anche se so che Francesco Totti ieri diceva di non saperne niente di questa cosa”
Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino - 104,5): “Totti? Ci sono altri ex campioni che sono ingombranti. Non è più come 40 anni fa quando c’erano le bandiere. Se gli danno l’opportunità di fare quello che sa fare e avere un ruolo operativo, benissimo, altrimenti può fare anche a meno…”
Lorenzo Pes (Teleradiostereo - 92,7): “Ranieri il prossimo anno avrò 75 anni e non sappiamo quando ancora avrà voglia di continuare e inserire Totti potrebbe servire a dare continuità. Vaz si è fermato per un affaticamento muscolare, El Shaarawy non ci sarà col Cagliari. Gli ingressi in lista Uefa erano abbastanza scritti, Angeliño ha bisogno di tempo per riprendere il ritmo partita e Gasperini ha bisogno di gente pronta per la coppa. Senza la Champions League la Roma potrebbe essere costretta a cedere due pezzi pregiati".
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