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Nella storia. Perché da quando la Fifa ha introdotto il mercato invernale (2001/02) nessuno in Italia ha avuto un impatto come il suo: 13 gol in 16 partite, superato anche Balotelli (che nel 2012 con il Milan ne aveva segnati 12 da gennaio a giugno), Donyell Malen è molto più del centravanti della Roma, è l’oro che luccica e aumenta di valore di giorno in giorno. E alla fine Malen è lo specchio della felicità. "Venire in Italia è stata una grande idea, perché qui posso giocare il mio calcio", dice a fine partita il centravanti olandese. Che dopo il rigore della vittoria si è andato a prendere le ovazioni della sua gente, în estasi quasi come quando nella Roma giocava un certo Gabriel Omar Batistuta. Senza quel gol su rigore - sottolinea Andrea Pugliese su 'La Gazzetta dello Sport' - la Roma oggi avrebbe già abbandonato il sogno della Champions. E invece grazie ai suoi 13 gol i giallorossi possono ancora sperare di mettere la freccia su Juventus o Milan. E ad avere i brividi su quel calcio di rigore è stato anche Gian Piero Gasperini. Che, infatti, si è girato per non guardare. "Per la prima volta nella mia carriera non ho guardato un rigore - dice il tecnico giallorosso -. Ho rivolto lo sguardo ai tifosi, pensando: “Se vedo esultarli vuol dire che abbiamo fatto gol. E invece le immagini erano proiettate anche sul tabellone e il rigore l’ho visto in diretta lo stesso. Fino al gol di Rensch stavo pensando alle tante occasioni sprecate e alle parate di Suzuki. E pensavo anche alla Conference League del prossimo anno".
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