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Ha vinto Gasp, adesso toccherà a lui ridisegnare la Roma del futuro. Già, perché ieri è arrivata l’ufficialità del divorzio dal senior advisor Claudio Ranieri e presto potrebbe arrivare anche quella dal ds Frederic Massara. La società ha investito l’attuale allenatore dei pieni poteri. Poco dopo le 12 è arrivato il comunicato, su cui le parti hanno discusso a lungo (Ranieri non voleva proprio l’inserimento di Gasperini) e dove ci sono sostanzialmente tre passaggi chiave: 1) Ranieri viene ringraziato per il lavoro svolto come allenatore e non come senior advisor; 2) per la solita scelta del consenso popolare, i Friedkin hanno fatto richiamo allo striscione esposto dalla Sud contro l’Atalanta; 3) si ribadisce la piena fiducia a Gasperini, anche qui formula già utilizzata con De Rossi, Juric e compagnia dicendo. Così poco dopo - racconta Andrea Pugliese su 'La Gazzetta dello Sport' - è toccato a Gasperini parlare. "La nota evidenzia due cose. La fiducia che non mi è mai mancata da parte della società. E il fatto che la Roma sia davanti a tutto. Le vicende sono sotto gli occhi di tutti. Non mi sento di dire di più, ne sono stato fuori e non voglio partecipare a questa macchina del fango".
Quindi l’altro passaggio chiave, sui rapporti con Massara:"L’allenatore deve essere complementare con il ds. Ricky è una brava persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere il giusto feeling. Se andremo avanti insieme lo deciderà la società". Difficile, molto più facile che possa arrivare uno tra Manna, Sogliano o D’Amico, considerando che Giuntoli punta l’estero. Così verso le 16 è arrivata anche la puntualizzazione di Claudio Ranieri: "L’interruzione del rapporto da senior advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società". Nessun passo indietro, niente dimissioni. E con l’addio di Ranieri sono ben 22 i dirigenti apicali allontanati dai Friedkin in 6 anni di presidenza, alla media di 3,5 a stagione. Gli ultimi erano stati l’ex ds Florent Ghilsofi e l’avvocato Luca Vitali proprio a giugno scorso, ma prima c’erano stati tanti addii eccellenti. Tra questi tre ex Ceo (Fienga, Berardi e Souloukou), un vicepresidente (Baldissoni), altri due ds (Tiago Pinto e De Sanctis), due responsabili del settore giovanile (Vergine e Trapani), un direttore operativo (Calvo), un responsabile e tanti altri dirigenti (Zubiria, Krauss, Sorrentino, Ruocco, Rabuano, Scalera, Van Den Doel, Wendell, Gombar e il compianto Maurizio Costanzo).
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