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E allora sì, ci sarà da lottare. Soprattutto lì, in mezzo al campo, dove serviranno idee, corsa e muscoli da vendere. Domani la Roma può mettere un’ipoteca sul passaggio del turno proprio così, gestendo alla perfezione un centrocampo che dovrà dare assistenza a una difesa negli ultimi tempi un po’ troppo in difficoltà, ma anche aiutare nella fase di costruzione, per far sì che Malen si senta meno solo. E allora molto del destino della Roma passa ancora dai piedi di Bryan Cristante e Manu Koné. Che, a dire il vero, non stanno attraversando un momento scintillante. Cristante contro la Juventus - scrive Andrea Pugliese su 'La Gazzetta dello Sport' -non è stato perfetto e anche quando è entrato a Genova non ha rubato l’occhio. Insomma, un po’ di appannamento c’è e se n’è reso conto anche Gasp. A Bologna potrebbe anche giocare alto, anche per sfruttare la sua abilità sui palloni alti. Se invece dovesse essere confermato in mediana, dovrà costruire dal basso e provare a verticalizzare. Di certo non sarà una partita come le altre, visto e considerato che sarà la sua gara numero 69 nell’Europa League. Nessuno in giallorosso ha giocato così tanto in questo torneo, dove domani Bryan aggancerà Rui Patricio al secondo posto assoluto della fase finale (in vetta c’è Mertens con 73: considerando invece anche la vecchia Coppa Uefa Cristante sale al settimo posto insieme a Zenga e Matthaeus, in testa Bergomi con 96). E poi c’è Manu Koné, che anche a Genova ha dimostrato di non attraversare il suo momento di forma migliore. Ma a Bologna sarà fondamentale che ritrovi ritmo ed energie giuste, servirà interrompere il prima possibile ogni trama di gioco rossoblù e provare a ribaltare subito l’azione.
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