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IL MESSAGGERO

Roma spaccata: prova di forza Ranieri-Gasp

Roma spaccata: prova di forza Ranieri-Gasp - immagine 1
Le esternazioni di Claudio confermano l'incompatibilità con l'allenatore per il futuro: la palla passa ai Friedkin. Devono decidere con chi proseguire
Redazione

Ormai non c'è più nulla da nascondere. Gasperini da un lato e Ranieri dall'altro hanno giocato le loro rispettive carte. E lo hanno fatto pubblicamente, confermando una spaccatura che per mesi avevano provato a occultare con sorrisi di circostanza. Ora è tutto chiaro: il ds Massara, spesso ritenuto dai più miopi l'obiettivo delle invettive dell'allenatore, è soltanto il vaso di coccio tra due vasi di ferro, di cui uno però fa capo direttamente ai Friedkin. Perché pensare che un uomo navigato come Ranieri, capace di sviare qualsiasi argomento quando vuole, effettui una replica così mirata e circostanziata nei confronti del tecnico («Facile parlare di Malen e Wesley, non c'è stato un calciatore che non abbiamo scelto insieme; Avevamo cercato 5-6 allenatori, tre non sono venuti e il club ha scelto lui») senza rispecchiare il pensiero della proprietà USA, vuol dire non conoscere Claudio. E' abbastanza chiaro - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - che un gruppo di lavoro del genere non può più continuare insieme.

Da un lato c è Gasp che ricalca sempre di più il manifesto mourinhano: compriamo 3-4 giocatori di qualità per far si che il titolare di oggi sia la prima alternativa di lusso di domani. Dall'altro c'è la visione della proprietà che deve fare i conti con i paletti del Fpf. In questi casi l'incontro che andrà in scena tra Claudio e Gasp domani al ritorno al lavoro - servirebbe l'intervento netto e pubblico della proprietà, senza dispensare i soliti messaggi off the record che hanno soltanto l' effetto di alimentare la confusione. Perché far trapelare ad esempio propositi di rivoluzione quando l'allenatore poche ore prima ha affermato l'esatto contrario («Ricominciare da zero sarebbe una follia») vuol dire semplicemente provare ad assecondare l'umore della piazza. Non parlare, invece, fa si che ieri in città ci si dividesse tra chi pensava che Ranieri avesse agito in prima persona e altri che invece ritenevano il suo intervento a piè pari avallato dai Friedkin.