La Roma supera la diga della Cre-monese, con tre goi arrivati soltanto nel cuore del secondo tem-po, dopo una prima frazione a dir poco opaca, che portava cattivi pensieri. Le firme del successo sono di Cristante, di Ndicka e di Pisilli, quando la classe operaia che va in paradiso, e quando Malen si concede una serata meno vibrante del solito, ma pur sempre luccicante. E in paradiso ci va pure la Roma, che aggancia il Napoli al terzo posto, lasciandosi la Juve, avversaria di domenica prossima, alle spalle, a meno quattro. E' un bel vedere, un meraviglioso andare: la Roma non splende nel gioco, ma è una squadra seria, di ferro, aspetta e morde. Si è messa bene, insomma: quell'obiettivo voluto e dichiarato da Gasperini, ovvero la Champions, non è una chimera, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. E domenica c'è una specie di finale con i bianconeri. Il progetto futuristico dei Friedkin, in mano a Gasp, non può che accorciarsi, il traguardo lo si vede con un certo anticipo, e un pizzico di ottimismo. Domenica c'è l'occasione per blindarlo, ma questa è un'altra storia e sappiamo bene come sono andati fin ora gli scontri diretti (solo due punti, uno con il Milan e uno con il Napoli). Gasp ha avuto pazienza e coraggio, sapeva che non sarebbe stata facile, specie perché era una vittoria che si dava per scontata.
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