La squadra è autoritaria, straripante, capace di giocare a ritmi insostenibili e con un'intensità che prima o poi manda in tilt l'avversario di turno

NON TOCCARE Approfondimenti - Cover (5)

Pisilli e Lulli: i figli di Roma spiccano il volo

Da Udine a Udine, nove mesi dopo, è un'altra Roma. La squadra è autoritaria, straripante, capace di giocare a ritmi insostenibili e con un'intensità che prima o poi manda in tilt l'avversario di turno. Un piacere per gli occhi, dovuto soprattutto al lavoro sul campo. Perché la rosa, certamente arricchita in qualità, è comunque monca di un paio di pedine. Eppure Gasp è riuscito ad allungarla nelle settimane, plasmando e facendo crescere alcuni calciatori, nonostante abbia dovuto far fronte a una serie di infortuni (Svilar, Koné, Cristante, Dybala e Pellegrini) che avrebbe frenato qualsiasi club della nostra Serie A. Così oggi chiunque scenda in campo - scrive Stefano Carina su 'Il Messaggero' - non fa rimpiangere chi è rimasto in panchina. Da Lulli a Ghilardi, passando per Mora, Rensch, Castro e Balerdi, chi gioca è capace di ritagliarsi, a turno, un ruolo da protagonista. Senza contare che l'accelerazione è arrivata senza Dybala, che prima del problema al polpaccio era il faro della squadra. Un ko che ha permesso a Soulé di tornare a splendere. E, a pensarci bene, anche lui è un piccolo, grande paradosso. In estate si è fatto di tutto per cederlo. Oggi, insieme a quel 'mostro' di Malen (nel 2026, con 22 gol, è l'attaccante che in Europa ha segnato di più, meglio di Yamal, Mbappé, Haaland, Raphinha e del Pallone d'Oro Kane), è l'uomo in più, quello capace di prendersi la squadra sulle spalle. Un leader, quello che per tanto tempo gli è stato imputato di non essere. L'ennesima magia di Gasp.

Mora Udinese Calcio v AS Roma

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti