Non c’è solo il presente a dividere Gasperini e la Roma. Ma è una visione d’insieme tra un tecnico che a 68 anni ha lasciato Bergamo scegliendo Trigoria per vincere e un club che vuole sì crescere ma per gradi, attanagliato com’è dalla morsa del Fpf. Due posizioni che lo scorso giugno sembravano conciliabili nel momento dei colloqui e delle pacche sulle spalle ma che con il passare dei mesi sono diventate motivo di dissidi quotidiani. Se anche pubblicamente all’allenatore non è stato chiesto il quarto posto, proprietà e dirigenza ritengono che la Roma abbia tutto per competervi. Domenica sera, in uno slancio di sincerità, è uscito invece fuori cosa pensa realmente Gasp della rosa: "Questo è un gruppo che ha il quinto o sesto posto in classifica. Non credo che questa squadra vada ricostruita ma rinforzata, che è una cosa diversa. Pensare di buttare per aria tutto il lavoro fatto, è una follia. Non è solo una questione economica ma di dove e chi andare a prendere". E qui si torna al punto di partenza. Al netto delle possibilità economiche, Gasp chiede almeno tre titolari: un esterno alto a sinistra, un terzino mancino e un centrocampista alla Rios o Ederson, diverso quindi per caratteristiche da quelli che ha in rosa. Richieste al netto della probabile partenza di almeno un big a giugno più la conferma di calciatori in scadenza come Pellegrini, Dybala, Celik, Cristante e Mancini, da sostituire altrimenti con elementi di pari valore. Se per gli ultimi due ci siamo, per gli altri tre si è in alto mare con Pellegrini che è l’unico a nutrire una flebile speranza di restare.
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