Non solo idee diverse sul piano sportivo: alla base dello scontro c’è altro. Qualcosa che tocca la sfera umana e caratteriale di un rapporto inesistente. Quel "teatrino" (così l’ha chiamato Gasperini) faceva parte del botta e risposta mediatico che lui e Ranieri avevano già intavolato da mesi. Le uniche novità? I toni e i modi, più accesi rispetto al solito. Un fuori programma che ha scoperchiato il vaso della pazienza (esaurita da tempo). Allora - scrive Niccolò Maurelli su 'La Repubblica' - per trovare la risposta bisogna sporgersi dietro le quinte: incompatibilità caratteriale, umana prima che lavorativa. La verità è che proprio non si capiscono. Quasi fossero due sposi pronti a divorziare. Per questo Gasperini e il fronte di Ranieri - staff compreso - hanno smesso di confrontarsi da tempo. Alcuni comportamenti sono risultati sgraditi. E così a Trigoria prosegue lo slalom reciproco in attesa del traguardo: se il tecnico resterà in panchina, il senior advisor e il suo gruppo potrebbero lasciare. O lui o loro. Uno scenario che però i Friedkin sperano ancora di evitare. Il sogno pacificatore della proprietà made in Usa non s’è mai arenato. I Friedkin credono ancora di poter curare le ferite di entrambi. Che però, di stringersi la mano non hanno più voglia, ognuno per le sue ragioni.
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forzaroma rassegna stampa roma la repubblica Roma, i Friedkin lavorano alla pace ma tra Gasp e Ranieri è divorzio
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