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Centouno minuti di rabbia e veleni. "Ci hanno mancato di rispetto, tutta l’Italia ha visto quello che hanno fatto", sbraita il Cuesta furioso. La stagione di Gasperini era praticamente finita: "Per un attimo pensavo di andare in Conference League", confessa. Poi risorge. E con sarcasmo replica al collega rivale: "Cuesta? Ha ragione, tutta l’Italia vede le immagini, molto evidenti". "Meritiamo rispetto", s’infuria Cuesta, contestando il rigore, il tocco di mano di Mancini in occasione del pareggio di Rensch e anche un fallo inesistente fischiato a Pellegrino prima della rimonta. Ma la Roma è quinta, Gasperini ha agganciato il Milan. La storia infinita e quella finita di chi — Dybala — sceglie parole d’addio: "La Roma non si è ancora fatta sentire per il rinnovo. Il derby sarà la mia ultima partita davanti ai tifosi giallorossi. Così dice il contratto". Ma Gasperini non ci sta: "Sarebbe un peccato perderlo". Manda un segnale ai Friedkin. Per ora, la presidenza americana tace. Dalla scelta del nuovo direttore sportivo ai rinnovi, fino alla costruzione della rosa futura. Ma - sottolinea Niccolò Maurelli su 'La Repubblica' - non vuole proprio rinunciare a Dybala, Gasperini. La sola presenza di Corbin, fratello del vicepresidente Ryan, non gli basta. L’allenatore della Roma chiede da tempo un confronto — in presenza, basta chiamate — con i pezzi grossi del club. Solo così potrà iniziare la "programmazione".
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