A volte basta un piccolo gesto per cambiare le cose. Ma non a cambiare l'umore di tutti. Tre punti non valgono un centravanti. Gasperini resta furibondo, insofferente, continua a discutere. E non riesce a godersi la vittoria rasserenante contro il Sassuolo. Il recupero palla di Wesley è stato un lampo, all'improvviso, che ha dato un segnale: un gesto simbolico che ha svegliato la squadra e ha dato il via all'azione del primo gol di Koné. Il secondo gesto è il colpo di tacco di El Shaarawy che ha portato al gol di Soulé. La Roma era scesa in campo confusa, compassata, non brillante, imprecisa. Poi si è accesa nella seconda parte di gara. Lo scrive Silvia Scotti su La Repubblica. E' cambiata la partita, non l'umore di Gasperini che con ruvidezza, reazioni scomposte e modi aspri continua a chiedere. E lamentarsi. Raspadori oggi darà la sua risposta, quella di Gasp è ad alto tasso di acidità: "Non ne parlo, parliamo troppo di giocatori che non ci sono". L'insoddisfazione e la tensione con il ds Massara e con Ranieri non troppo presente si amplifica. Sta giocando la sua metà partita e si aspetta ben più di un piccolo gesto.
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