Totti, il 10 per essere se stesso

di finconsadmin

(Il Romanista – T. Cagnucci) – Totti ? un numero, il 10. Ma lo ? diventato. Francesco prima di essere a vent?anni il ?Signor Totti? ? stato soprattutto un 4 e un 8, un regista, un trequartista atipico, una mezzapunta, una punta, un attaccante, un centrocampista, persino un regista davanti alla difesa, Francesco era chi ?giocava? con il pallone. Totti ? un effetto ottico, un capolavoro manierista in cui c?? dentro un 10 da leggere, ma non lo vedi subito.

Cercate di guardarlo: Totti. C?? un?idea, d? la sensazione chiara di intravederlo. Tra le linee. ? come quando devi fissare un puntino, un Andy Warhol, un Arcimboldi e poi vedi all?improvviso un?altra figura, ti si squaderna tutto, ti si apre un orizzonte come capita con uno dei suoi lanci. Tac, e capisci che quel puntino non era lui, ma qualcos?altro. Non quel 4, quell?8, quel 20, n? tantomeno quel 17 marchiatogli da Carlos Bianchi. A un certo punto della sua carriera ? e per un periodo nemmeno breve ? Totti ? stato persino un sequel felliniano, un 9 ?. Totti devi fissarlo perch? non lo vedi all?inizio. Il suo primo numero ? stato addirittura il 16, a Brescia, il suo primo gol lo ha fatto con la maglia numero 9, quella di Pruzzo. Quella maglietta ? finita nelle mani di un vigile di Los Angeles prima di essere ricomprata da un collezionista. Forse adesso sta nella teca di una biblioteca di qualche pianeta, per rendere pi? affascinante il mistero delle prime maglie di Francesco (quella della Fortitudo era veramente tanto pesante e pizzicava pi? della lana).

Tante, ma non la 10. La maglia ? un ID nascosto sulla schiena: Best era il 7, Ardiles l?1, Tigana e Cruyff il 14, Paulo Roberto Falc?o il 5, e poi c?? il 10 che ? se possibile ? ? un identificativo pi? forte, perch? innanzitutto ? prima del singolo ? (in)veste una razza di calciatori, quelli chiamati a trasformare il calcio, a trovare la mossa che cortocircuiti il computer impazzito a bordo, che scopra il vaccino per l?ultima influenza, che trasformi in mare una tavola di compensato. La maglia numero 10 la devi saper portare, la devi saper meritare, se non vuoi passare per profano, persino per ladro, o, molto peggio, per raccomandato. Anche perch? prima del calcio moderno i numeri di maglia che andavano dall?1 all?11 ? quelli che dovevi veramente meritare e difendere ? li potevi anche turnare, il terzino sinistro giocava col 3, c?era il ruolo: c?erano i ruoli e i posti di lavoro. Nel calcio moderno il numero ? seriale, prefabbricato, scelto da 1 a 99 (sperando di non morire un giorno nelle centinaia) precariato. Francesco Totti, il numero 10 per eccellenza, ? stato un 4, un 8, un 9, un 9 e ?, un 16, un 20, un 17…

La maglia ? un identificativo e Totti ? un Ufo. Soprattutto appena avvistato, da ragazzino, non ? stato facile vedere quello che pure aveva scritto nel nome: Totti ? diventato un 10 pur essendolo sempre stato. Francesco ? diventato se stesso. La prima volta con la maglia numero 10 ? un grande indizio sparso dalla storia: il 30 ottobre del 1994, a Parma, stadio Tardini. ? ancora il cucciolo che Mazzone sta svezzando, un ragazzino che diventa rosso a sfiorarlo con lo sguardo, un diciottenne al la sua vera prima grande stagione. Indossa la numero 10 contro il Parma, finisce1-0 per il gol di Gianfranco Zola, un altro numero 10. Risultato e marcatore allo specchio: 1-0. Francesco ? appena entrato nel paese delle meraviglie. Lo trover? meraviglioso un altro 30 ottobre quando segner? la vittoria pi? storica ? fino a quel momento ? della Roma. A Madrid contro il Real, 1- 0 col numero 10. Specchio, specchio delle mie brame…[…]

 

L?io di Totti ? un 10. Per Francesco si ? sempre trattato esattamente di questo: realizzarsi. E lo ha fatto il 17 giugno 2001 quando ? diventato campione d?Italia. ?Il momento pi? bello della mia carriera ? stato il 2001, quando abbiamo vinto lo scudetto. Era un sogno che avevo da quando ero bambino e che sono riuscito a realizzare, anche perch? come ho sempre detto vincere uno scudetto a Roma ? come vincerne dieci da un?altra parte in Italia. Quando sei giovane pensi e speri di calpestare il prato dell?Olimpico, per? era pi? un sogno che la realt?. A Roma poi… Erano vent?anni che non si vinceva un titolo e quando l?abbiamo fatto ? scoppiato il delirio. La gente diventa pazza, non capisce pi? niente, farebbe qualsiasi cosa per questi colori?.

Pure lui. Quel giorno Francesco per quei colori ha fatto una cosa: ha vinto e ha pianto. Vito Scala: ?? stata la prima volta che l?ho visto piangere?. Totti si ? sciolto in Francesco. ? stato soprattutto un modo per vincere la sua timidezza, certe sue rigidit?, pi? che la gioia della risposta, finalmente, a quelle chiacchiere di non aver mai vinto niente, di non essere mai decisivo…[…]

Contro il Parma, una sera, un ragazzino indoss? per la prima volta la maglia numero 10 della Roma sognando il giorno in cui tutti i suoi sogni si sarebbero potuti realizzare. Contro il Parma, un giorno, una mamma indosser? per la prima volta la maglia numero 10 della Roma. Quel giorno suo figlio se la toglier? dopo aver segnato il gol dello scudetto e, indicando la tribuna, gliela restituir?, urlandole: ?? vostro, ? vostro?. Soltanto cos? i sogni si realizzano: diventando la stessa cosa. Mamma Roma.

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