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Corriere della Sera

Mourinho: “Quanta fatica ma contava solo vincere. Oliveira porta esperienza”

Getty Images

Il tecnico: "Non so perché non riusciamo a chiudere prima la partita"

Redazione

Prima vittoria del 2022 per la Roma, che supera 1-0 il Cagliari al termine di una gara sofferta, risolta da un calcio di rigore del nuovo arrivato Sergio Oliveira, primo portoghese a realizzare un gol in maglia giallorossa in campionato, scrive Gianluca Piacentini sul Corriere della Sera. Lo aveva detto alla vigilia, José Mourinho, che l’importante erano solo i tre punti, ma il tecnico non può essere soddisfatto della prestazione dei suoi. “Siamo la squadra che tira di più in porta – le parole dello Special One – spero che prima o poi riusciremo a vincere una partita segnando tanti gol. Non so perché non riusciamo a chiudere prima la partita, non ho risposte: poteva finire cinque o sei a zero, e invece abbiamo rischiato di pareggiare. La vittoria è super importante, è stata una partita in cui dovevamo essere tranquilli, in controllo, invece avremmo potuto pareggiarla se Rui Patricio non avesse fatto una grandissima parata. Per questo alla fine ho sentito la pressione". Mourinho ritorna sulle occasioni mancate. “Ci siamo allenati con i calciatori offensivi, ma a volte prendono decisioni sbagliate: a Felix è difficile chiedere di più, Abraham soffre quando non gioca bene e non è capace di nascondere la frustrazione quando non gli passano la palla, Zaniolo ha fatto una partita molto positiva, è importante per noi quando fa il terzo offensivo ma nel primo tempo avrebbe dovuto fare gol sul passaggio di Felix”. Grande protagonista del match è stato Sergio Oliveira. “Abbiamo bisogno di più giocatori come lui, giocatori con esperienza che sanno quello che devono fare in alcuni momenti della partita. Non doveva dimostrare la personalità calciando il rigore, perché anche Pellegrini e Veretout nella riunione avevano dato disponibilità a tirare. In fase difensiva è stato importante, in fase offensiva ha avuto criterio, ha giocato bene, con la palla e senza palla, lui non è una sorpresa per me perché io lo conoscevo molto bene. Non è un regista come Pirlo o Pjanic, ma un calciatore di cui ho bisogno. Se non ci fossero stati lui e Maitland Niles sarebbe stato un problema, per questo ringrazio Pinto”.