C'è lunedì e lunedì. Cè quello da odiare, come per Vasco Rossi. Quello che invece segna un inizio. Oppure quello dei confronti, prendi otto giorni fa in casa Roma. E poi c'è ieri: Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri a Trigoria, scrive Davide Stoppini su Il Corriere della Sera. Si, pure il senior advisor. Nessun contatto. Ma il territorio si marca, in ogni caso: vecchia regola da tenere sempre a mente. Come quella dei risultati, che a volte viene dimenticata: intorno a quelli si orienta il calcio, del resto non è casuale che il caos dei rapporti interni a Trigoria sia deflagrato nell'ultimo periodo, nonostante le frizioni fossero iniziate già da mesi, non settimane. Ecco, alla Roma stanno mancando i risultati. Eliminata dal Torino in Coppa Italia. Eliminata dal Bologna in Europa League. Oggi sesta in classifica, 58 punti che sono in linea con quanto fatto nelle ultime stagioni in campionato. Però nel triennio targato Mourinho prima e De Rossi poi la squadra è sempre arrivata in fondo in Europa. nei giudizi — della proprietà, non della critica - conterà anche come sarà terminato questo campionato. Il quarto posto è ormai andato, ma la qualificazione all'Europa League è il traguardo minimo che il club non vuole fallire. Cinque partite da non sbagliare, per finire davanti al Como e non rischiare di mettersi a fare i conti con chi vincerà la Coppa Italia, così da evitare la Conference.
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Il corriere della sera
Il diktat di Friedkin: Europa League obiettivo minimo da non fallire
Cinque partite da non sbagliare, per finire davanti al Como
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