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Oggi come ieri. El Aynaoui, recentissimo campione con il Marocco della Coppa d’Africa sfilata a tavolino al Senegal, rimane il pomo della discordia dentro il recinto di Trigoria. E, anche fuori, scatena il dibattito quando c’è da discutere sulla sua utilità all’interno della rosa della Roma. La sua avventura nella Capitale è partita, l'estate scorsa, sull'onda della perplessità per l'acquisto che non ha convinto in partenza, oltre che Gasperini, pure la piazza. Si esagerò sui social, anticipando la bocciatura di Neil, solo perché la tifoseria giallorossa avrebbe preferito Rios, il colombiano finito al Benfica e indicato a Massara da Gian Piero appena messo piede a Roma. Adesso, senza arrivare al punto di denigrarlo come è successo sette giorni fa, la questione è tornata d’attualità. Ma l’allenatore, e in questo caso il management hanno preso atto che, tra i giovani del gruppo, il centrocampista marocchino, ventiquattrenne, è l’unico finora a non essere migliorato in questa sua nuova esperienza. Automatico il paragone con la crescita invece di Pisilli che, in sua assenza, lo ha sorpassato nel gradimento del tecnico. Passi indietro e non avanti, dunque, guardando alle ultime prestazioni. Le performance di El Aynaoui - sottolinea Ugo Trani sul 'Corriere della Sera' - sono facili da leggere. La sua storia romanista va divisa in due. Prima e dopo la Coppa d’Africa. Più che sufficiente la fase iniziale, negativa l’attuale. Tornato a Roma, è quasi irriconoscibile. Pagato 23 milioni in estate, la Roma a fine stagione potrebbe mettere Neil sul mercato. All’estero, a quanto pare, piace.
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