Carattere e sudore. La Roma si appoggia sulle spalle solide di Abraham, sui piedi elegiaci di Mkhitaryan e sulle infilate di Veretout. A centrocampo si fatica e il rosso di Zaniolo non è un caso. Dietro Ibanez da Die Hard, bene anche Rui Patricio

<strong>KARSDORP 6</strong>

La differenza con la Roma di Fonseca la si può leggere nel lavoro dei suoi terzini. Prima erano indispensabili per creare azioni pericolose, spesso espandendo il reparto difensivo a grottesche corse all’indietro. Ora la verticalità è un dogma che segue ogni calciatore. In fase difensiva c’è molto da migliorare però e al primo cross buono fa imprecare Abraham. Cresce nel finale.

abraham AS Roma v ACF Fiorentina - Serie A

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