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Il Pagellone 2021: Dai 6 di vergogna con Spezia e Bodo al 4 maggio d’orgoglio

Un anno più agro che dolce caratterizzato dagli errori di Fonseca, l'addio a Dzeko e il trionfale arrivo di Mourinho. Il 10 con lode è tutto per voi

Francesco Balzani

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C’è stata e c’è ancora una Roma che sulla carta non esiste, ma che di fatto grava sul presente del club. E’ sullo sfondo, senza una parte da protagonista. Magari pronta a ridere delle gaffe degli attori principali. Ha deciso di non esercitare il diritto a non esistere più, come calciatore professionista si intende. Qualcuno di loro ha rifiutato contratti importanti, mete più o meno interessanti visto il loro status. Ma hanno preferito acquistare un carnet di biglietti per tutti i musei della capitale e passare qualche mese da turisti. Lautamente retribuiti. Il più fulgido esempio di bastone tra le ruote è stato Steven Nzonzi, in bilico fino all’ultimo giorno del mercato degli Emirati. Quando ormai quello in entrata in Italia era chiuso. Niente centrocampista per Mou, tanti improperi per il francese che aveva rifiutato la stessa offerta (e molte altre) qualche settimana prima. Dietro di lui Santon e Fazio mentre Pastore alla fine si è convinto che il vero orgoglio sta nel non farsi sopportare.

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