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E' in corso in queste ore un intenso botta e risposta tra Matteo Renzi e Claudio Lotito. L'ex premier, oggi Presidente di Italia Viva e senatore, ha attaccato il patron della Lazio dopo il fallimento azzurro che ha visto l'Italia non partecipare al terzo Mondiale consecutivo. "La politica faccia cose per il calcio, oggi la politica ha distrutto il calcio. Fino a quando abbiamo Lotito che fa il presidente, con i tifosi che lo vogliono cacciare via, e siede in Parlamento per fare gli emendamenti non avremo mai un sistema pulito", le parole di Renzi a L'Aria che tira, programma televisivo in onda su La7.
E la risposta di Lotito non si è fatta attendere tramite Adnkronos: "Le dichiarazioni di Matteo Renzi sono infondate e denigratorie. Non è la prima volta che utilizza il mio nome per ottenere visibilità, secondo un copione ormai logoro che nulla ha a che vedere con il merito delle questioni. Pur di attaccarmi, dimentica che in Parlamento hanno operato, nel corso degli anni, numerosi presidenti di club calcistici, anche ben più noti e titolati del sottoscritto, ricoprendo talvolta incarichi istituzionali di assoluto prestigio, senza che ciò suscitasse scandalo, neppure nei casi in cui non godevano del consenso unanime della propria tifoseria. Renzi dimentica, inoltre, che il compito di un senatore della Repubblica è proprio quello di presentare emendamenti, avanzare proposte e contribuire all'attività legislativa. Un esercizio al quale evidentemente Renzi è meno avvezzo, preferendo girare il mondo dispensando lezioni, peraltro a pagamento, piuttosto che misurarsi con la concretezza del lavoro parlamentare. Io svolgo il mio ruolo nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, con presenza quotidiana e senso di responsabilità nelle sedi istituzionali, risultando tra i senatori più presenti. Ben diversa è la condotta di chi ha progressivamente trasformato l'impegno politico in uno strumento funzionale quasi esclusivamente a interessi personali e risultando tra i senatori più assenti. C'è bisogno di serietà, competenza e responsabilità.Da anni mi batto per cambiare un sistema che ho sempre criticato e denunciato, e che oggi mostra in modo definitivo il fallimento di chi lo ha governato e imposto. Viene allora il dubbio che le critiche di Renzi nei miei confronti mirino in realtà a ostacolare ogni prospettiva di sano rinnovamento nel mondo del calcio. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di screditare la mia esperienza ultraventennale nel sistema calcistico, per timore di perdere spazi e posizioni di rendita. Ed è proprio questo a rendere evidente il principio distorto che Renzi vorrebbe affermare: secondo lui, il presidente di una società calcistica che non gode del consenso di una parte della tifoseria non dovrebbe poter sedere in Senato. Un'idea priva di fondamento democratico e istituzionale, oltre che profondamente strumentale. Peccato vedere Matteo Renzi ridotto a rincorrere la peggiore demagogia utilizzando mistificazione e strumentalizzazione per avere visibilità attraverso la mia persona".
Nelle ultime ore Renzi è tornato a parlare, utilizzando il suo account Facebook: "Ieri ho fatto alcune proposte in TV per rilanciare il calcio italiano. Il collega senatore di Forza Italia, Claudio Lotito, ha risposto attaccandomi sul piano personale. Lotito è anche il presidente della Lazio ed è per me uno dei simboli del fallimento del sistema del calcio di questo Paese. Il senatore di Forza Italia ha poi detto che io uso lui per avere visibilità visto che in Italia non mi conosce nessuno. E mi ha detto che dovrei imparare da lui a fare il senatore. È tutto bellissimo, amici. I tifosi sanno bene che cosa ha fatto Lotito nel calcio in questi anni. Non tutti i cittadini italiani, però, sanno cosa fa Lotito tutti i giorni in Senato. Agevolo documentazione fotografica (dove si vede Lotito con gli occhi chiusi che, presumibilmente, dorme). Questa è la classe dirigente che vorrebbe darmi lezioni, e passi. Ma questa è soprattutto la classe dirigente della maggioranza che governa l’Italia nel pieno della crisi. Buona notte!". E anche in questo caso è arrivata la contro-risposta di Lotito: "I non si discutono. Si leggono. Stessa legislatura. Stessa carica. Stesso stipendio pagato dagli italiani. Poi ci sono i fatti: 54% di presenza per Matteo Renzi, 94% di presenza per Claudio Lotito. Su 7.666 votazioni, la differenza è netta: oltre 40 punti in più e assenze superiori di oltre 50 volte. Non è una sfumatura. È un divario! E non finisce qui: oltre 100 voti difformi dal proprio Gruppo" per Renzi "a conferma di una linea politica spesso variabile, non sempre coerente (in base agli interessi del momento). A questo punto la domanda è semplice: chi rappresenta davvero i cittadini in Parlamento. Fa sorridere che a fare polemica sia chi è tra i meno presenti, mentre altri garantiscono presenza costante e lavoro quotidiano, anche nelle commissioni e spesso lontano dai riflettori. Il Parlamento non è un palco. Non è una parentesi tra un impegno e l’altro. È un dovere. C’è chi lo esercita ogni giorno. E chi, invece, lo interpreta a intermittenza. Gli italiani non hanno bisogno di slogan. Hanno già i numeri".
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