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Zaragoza out, ElSha in: cosa c’è dietro le scelte di Gasperini. E il club storce il naso
Nella dialettica, divenuta ormai piuttosto accesa anche pubblicamente, tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini c'è stato pure spazio per quello che è stato uno degli elementi simbolo della discordia sul mercato. "Mi aspettavo di più da Zaragoza", ha ammesso il mister in conferenza prima di Roma-Pisa a proposito del fatto che l'esterno sia sostanzialmente sparito dal campo. "Sì, ma l'ha scelto e approvato lui", ha risposto Ranieri nel prepartita di ieri. I fatti dicono che lo spagnolo di proprietà del Bayern Monaco non gioca un minuto in campionato dai pochi secondi contro la Juventus del primo marzo. Poi solo panchine, ben cinque di fila. Anche quando, come ieri, la partita era già ampiamente decisa. Nel mezzo è partito da titolare a Bologna in Europa League, ma sostituito subito all'intervallo, mentre nel match di ritorno è entrato al minuto 109. Da quando è arrivato alla Roma Zaragoza ha giocato solamente una volta per più di 45 minuti, nel 3-0 contro la Cremonese del 22 febbraio in cui però al momento della sua uscita al 56' il risultato era ancora sullo 0-0. Unico lampo l'assist per Malen a Napoli. Per il resto calma piatta.
Questi sono i dati numerici, che vanno di pari passo con la gestione di Zaragoza e degli altri nuovi acquisti da parte di Gasperini. Ad esempio l'impiego a singhiozzo di Vaz, soprattutto in campionato e soprattutto nelle ultime partite. Contro il Pisa, sul 2-0 all'intervallo e con un match decisamente incanalato contro una squadra già retrocessa, al posto dell'infortunato Pellegrini è entrato Stephan El Shaarawy, 34 anni e alle ultime gare in maglia romanista. Non Zaragoza, rimasto in panca, neanche Venturino che è entrato negli ultimi 5 minuti e nemmeno Vaz che invece ha giocato un quarto d'ora recupero compreso. Una gestione che conferma ulteriormente la scarsa fiducia e stima che Gasperini ripone nel mercato di gennaio della Roma. Il francese è stata una scelta della società, un investimento importante, mentre l'allenatore avrebbe preferito un giocatore più pronto, visto che non può essere il solo Malen a trascinare una squadra intera.
Tanto che ora, oltre a Ferguson e Dovbyk ormai da archiviare in questa stagione, si è rifatto male Pellegrini. Dybala è ancora fermo e di certo non offrirà grandi garanzie anche al rientro, e Soulé pare ancora lontano dalla sua forma ottimale. Venturino giocava scampoli col Genoa, Zaragoza è arrivato praticamente il penultimo giorno di mercato, come ultima spiaggia. Approvato sì da Gasperini, che non avrebbe potuto fare altrimenti visto che l'alternativa sarebbe stata probabilmente non avere nessuno. Nell'ultimo mese El Shaarawy ha giocato in campionato il doppio dei minuti di Venturino e circa il 30% in più rispetto a Vaz, che pure ha fatto vedere qualche sprazzo, ma resta un 18enne acerbo, soprattutto a livello tecnico. Un ulteriore segnale quello di Gasperini, con il culmine del match col Pisa, che ha aumentato il distacco con la dirigenza - Ranieri in primis - a sua volta ovviamente non felicissima. E ora l'allenatore di Grugliasco, che nella pancia dell'Olimpico ha ribadito il suo bisogno urgente (almeno inizialmente supportato dal senior advisor) in entrambe le sessioni di mercato di concentrarsi sui rinforzi in attacco, dovrà affrontare la fase finale e decisiva della stagione con un'unica certezza lì davanti. Chi? Malen, facile no?
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