Ci sono dirigenti sportivi… e poi c’è Walter Sabatini. Un uomo che ha visto e plasmato talenti di ogni tipo, che ha messo le sue mani sui migliori giocatori portandoli nell’elite del calcio mondiale. Il suo nome è già storia e, con la Roma, per cinque anni ha ricostruito una squadra dalle fondamenta, trasformandola in una delle realtà più solide d’Europa. Ha vissuto il calcio sempre in prima linea e oggi lo osserva da dietro le quinte, ma con quell’occhio unico che lo distingue da tutti gli altri. Capisce il calcio come pochi, e in questa sua lettura esclusiva del mercato della Roma e della squadra giallorossa, rilasciata a Forzaroma.info, offre una prospettiva che solo uno come lui poteva dare.

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Sabatini a FR: “Gasp fa strategia, non è scontento. Massara ha lavorato bene, ma…”
Il mercato si è chiuso con l’arrivo di Zaragoza come ultimo tassello. A mente fredda, che voto dà al lavoro fatto dalla Roma in questa sessione?"La Roma ha fatto un buon mercato, un mercato pensato e coerente. Ha reso competitivo un reparto che fino a oggi non aveva dato vere garanzie e lo ha fatto intervenendo sia sul piano qualitativo che su quello quantitativo. Non è stato un mercato urlato, ma un mercato nato da una richiesta tacita e silenziosa della squadra stessa. La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa, di caratteristiche nuove per attaccare meglio gli avversari, per avere più soluzioni durante le partite. In questo senso la squadra è cresciuta e ora è più completa".
Malen è stato il fiore all'occhiello di questa sessione di mercato: per caratteristiche e momento della stagione, era l’uomo di cui questa Roma aveva davvero bisogno?"Malen può fare la differenza e lo ha già dimostrato. Anche contro l’Udinese, in una partita in cui nessuno ha giocato particolarmente bene, lui si è fatto trovare pronto, presente, disponibile. Ha personalità e qualità. È chiaro che arrivando a gennaio non è semplice incidere subito: il contesto è nuovo, i meccanismi sono diversi, le pressioni aumentano. Però se farà sei o sette gol da qui alla fine sarà già tanto, e io sono convinto che ce la farà. Darà un contributo importante".
Dovbyk e Ferguson, invece, tra infortuni e difficoltà non sono riusciti a esprimersi al meglio. Che idea si è fatto?"Gli infortuni sono una tragedia, non solo per la Roma ma per tutte le squadre. Ti rovinano le stagioni, ti cambiano i risultati, ti spezzano il ritmo. Ferguson è un giocatore estremamente generoso, uno che si spende sempre al massimo, che non si risparmia mai. Dovbyk, invece, mi sembra un po’ disorientato, e questo dipende anche dal suo stato d’animo. Gioca con molta preoccupazione, mentalmente è difficile per lui. È un ragazzo che va aiutato, accompagnato, sostenuto. Gli va dato calore, perché il valore c’è".
Tra i volti nuovi ci sono anche Robinio Vaz e Venturino. Li vede pronti per incidere subito o è un investimento soprattutto in prospettiva?"I giocatori si distinguono per valore assoluto, e Vaz e Venturino lo hanno. Venturino mi sembra già pronto: lo si è visto anche contro l’Udinese, ha dato l’idea di poter essere utile, di stare dentro la partita con naturalezza. Robinio Vaz è un diamante grezzo, ha bisogno di ambientarsi, di capire il contesto, ma ha talento vero. Diventerà un idolo a Roma in poco tempo. È uno di quei giocatori che fanno divertire la gente".
Qualche tempo fa lei definì Massara “il Salah dei dirigenti”. È ancora convinto di quella definizione?"Sì, lo sono. Il mercato non si fa solo con i nomi, ma prima ancora nella testa dei dirigenti. Massara ha lavorato con equilibrio, con serenità, senza isterismi. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. È chiaro che anche lui, come tutti, ha bisogno di un po’ di fortuna, ma il lavoro è stato buono e merita fiducia".
Si è parlato molto di un Gasperini non completamente soddisfatto del mercato. È davvero così?"No, non è vero. Quella di Gasperini è una strategia comunicativa. Lui comunica così da sempre: è un modo per tenere alta l’attenzione, per stimolare l’ambiente, per responsabilizzare la squadra. Non è scontento del mercato, fa parte del suo metodo di lavoro. Gasperini ha sempre costruito nel tempo e continuerà a farlo".
Con il materiale a disposizione oggi, questa Roma può legittimamente puntare alla Champions?"Per me sì, senza dubbi. Gasperini, se gli dai una squadra da 40 punti, ne fa 45. Alla Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. La squadra è di valore, ha qualità, intensità, alternative. Non vedo perché non dovrebbe puntarci".
Come valuta il lavoro di Gasperini in questi primi mesi?"Gasperini ha sempre fatto cicli lunghi e stagioni memorabili, e le farà anche alla Roma. L’anno prossimo sarà ancora meglio, perché avrà più tempo per lavorare e per individuare le caratteristiche perfette di ogni giocatore. Roma e Gasperini si capiranno sempre di più".
Lo avrebbe visto bene nella sua Roma?"Ci avevo pensato nel mio primo anno alla Roma, ma i nostri caratteri sono molto diversi, non si sposano bene. A Roma, inoltre, guadagnarsi il consenso dei tifosi non è mai facile: ai tempi lo chiamavano ironicamente “Gasperini il carbonaro”. Questo significa che nella Capitale devi meritarti il rispetto della gente, e lui ci sta riuscendo molto bene. Personalmente, credo che con il tempo riuscirà a costruire un ciclo importante, proprio come ha fatto altrove".
Quanto è centrale Dybala per questa squadra?"Il miglior Dybala cambia le squadre, questo è evidente. Meglio averlo che non averlo: con un colpo risolve situazioni intricate. È un campione, un riferimento tecnico ed emotivo".
C’è però uno zoccolo duro che la convince particolarmente…"Mancini, Pellegrini e Cristante sono una garanzia per il gruppo. Sono giocatori predisposti al collettivo. Wesley cambia le partite con una spinta formidabile, continua, resistente. Koné deve essere il futuro del centrocampo della Roma: fa reparto, dà intensità, mi ricorda un po’ Nainggolan, anche se come lui ce n’è stato uno solo".
Che ruolo avranno i Friedkin in questo percorso?"I Friedkin hanno grande disponibilità e vogliono lasciare il segno. Il primo passo è portare la Roma in Champions. Questa squadra può vincere tutte le partite, può andare avanti anche in Europa League. Ora è più profonda, più completa, più profilata. Sono convinto che Gasperini e la Roma vinceranno anche contro le grandi".
Guardando questa Roma oggi, cosa prova?"Vedo speranza. Vedo la proiezione di una squadra dominante. Anche quando non gioca bene, percepisco prepotenza. Questo mi accende una grande speranza. E lo scudetto nei prossimi anni è possibile non è utopia...".
Federico Grimaldi
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