In queste ore si parla di una possibile 'spalmatura' del Settlement Agreement su un ulteriore anno, ma è una soluzione che può avere svantaggi importanti: il club giallorosso può puntare sui Naming Rights del nuovo stadio
El Khelaifi ringrazia Friedkin e gli regala una maglia speciale
<strong>Il nuovo stadio può salvare la Roma: si tratta la cessione dei Naming Rights</strong>
La soluzione più rapida, anche se forse non proprio indolore, è proprio quella di alzare i ricavi calcistici attraverso la cessione di qualche big, spettro sempre ben presente dalle parti di Trigoria. "I ricavi calcistici aggregati possono essere rettificati al rialzo per tenere conto degli investimenti pertinenti", si legge nel testo Uefa del Settlement Agreement. Ed è qui che entra in gioco il tema principale di queste ultime settimane, ovvero il nuovo stadio. Dan Friedkin è da tempo a caccia di un nuovo main sponsor, in grado però di garantire alla Roma cifre importanti, nell'ordine dei (minimo) 20 milioni a stagione. Dando però nuovamente uno sguardo al -60 (o peggio, in caso di allungamento del Settlement Agreement) come tetto massimo da raggiungere entro giugno, non basterebbero. Per questo motivo lo stadio può avere un ruolo fondamentale: la Roma sta infatti lavorando per la cessione dei 'Naming Rights' del nuovo impianto. Lo sponsor in questione avrebbe così intitolata la futura casa giallorossa - come avviene ormai in tutti gli altri club europei vedi Barcellona, Atletico Madrid o tantissimi in Germania - e anticiperebbe una somma molto importante legata alla costruzione dello stadio. In modo da coprire così la quantità di ricavi necessari per rispettare l'accordo con l'Uefa e diminuire sensibilmente le perdite aggregate, già per il bilancio di questa stagione.
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