Sul podio d’Italia, e su quello d’Europa insieme al Bayern Monaco. Niente male per Di Francesco alla sua prima stagione da big. Nel bel film 2017-2018 l’oscar come migliore attore va a Alisson Becker per la serie Il Miracolo. Subito dietro c’è Dzeko in versione V per Vendetta. Bronzo dei migliori va all’inesauribile Kolarov che supera di un pelo la premiata coppia Manolas-Fazio mentre dietro la lavagna finiscono Gonalons, Schick e Defrel.

<strong>DZEKO 8,5</strong>

Sorry, excusa, Entschuldigung, desculpa, izgovor. E ci fermiamo a 5 lingue (bosniaco compreso). Questo dovrebbe sentirsi dire Edin Dzeko, uno dei 5 migliori attaccanti della storia della Roma, dopo le critiche feroci che sono arrivate da ogni parte della capitale nei suo confronti. Non solo nel primo, grigio, anno italiano. Ma pure quando segnava gol a grappoli. “E’ poco cattivo”, “Si mangia troppe reti”, “E’ meglio Immobile”. Alcuni dei virgolettati che si sono persi nell’eco delle stoltezze come un discorso della D’Urso in un teatro. Edin Dzeko è stato mastodontico, e non tanto nei numeri che sono inferiori rispetto all’anno precedente. Il bosniaco, che stava per essere ceduto a gennaio al Chelsea, si è preso paure e dubbi della squadra sulle spalle portandola quasi sulla Luna di Kiev. Decisivo, nei momenti chiave: a Napoli, in Champions, col Milan. Ventiquattro reti in 48 partite di altissimo livello lo score finale. Gli togliamo mezzo voto per il letargo di gennaio dovuto però anche alle voci di mercato sopracitate. In Italia solo Higuain può dirgli qualcosa. Gli altri, non tutti per carità, gli chiedano scusa.

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Roma-Barcellona Dzeko 12

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