Forzaroma.info
I migliori video scelti dal nostro canale

forzaroma news as roma Roma, la pazienza è all’ultimo stadio

news as roma

Roma, la pazienza è all’ultimo stadio

Roma, la pazienza è all’ultimo stadio - immagine 1
Nessuno si aspettava di affogare in così poco tempo. La Roma è scivolata in un vortice di figuracce e occasioni perse
Francesco Balzani
Francesco Balzani Collaboratore 

Il primo marzo intorno alle 22,30 le ambizioni della Roma sono morte. E non sono più risorte, nemmeno a Pasqua. Il gol di Gatti ha fatto cadere in acque torbide le certezze di una squadra che pochi secondi prima era a +7 sul quinto posto. Ma per quanto la storia romanista possa aver insegnato anche ai tifosi più esperti, nessuno si aspettava di affogare in così poco tempo. Così mentre telefoni e scrivanie pensavano a farsi guerra tra loro in una sorta di Trono di Spade all'amatriciana, la Roma è scivolata in un vortice di figuracce e occasioni perse. Dalla rimonta fallita sul Bologna ai ko di Genoa e Como fino alla disastrosa notte di San Siro. Dove le luci hanno messo in evidenza tutti i punti neri di una squadra mal gestita. Da tutte le componenti. Da chi ha scelto senza particolare convinzione un percorso che necessitava di pazienza a chi quel percorso doveva renderlo più scorrevole. In tribuna Claudio Ranieri e Ricky Massara hanno assistito attoniti a un’imbarcata di cui hanno piena responsabilità. Chissà se avranno fatto lo stesso i Friedkin in attici o ville americane.

Di sicuro lo ha fatto Gian Piero Gasperini su un panchina che gli scotta da tempo e sulla quale ci chiediamo se sia ancora convinto di restare. Perché questa Roma è senz’altro costruita male per il suo gioco, ma a volte bisogna fare di necessità virtù. Trovare un piano B, arrangiarsi come facevano Mourinho e lo stesso Ranieri. Ma chi lo ha scelto sapeva che non sarebbe stato lo stesso. E allora perché affidare una band di musica jazz a chi conosce solo il rock? E poi perché stupirsi che lo stesso Gasp si incazzi? Errori madornali che la Roma continua a commettere. Anche sul futuro. Perché si parla di rinnovi di giocatori arrivati chiaramente a fine corsa, e peraltro non è stata nemmeno una corsa esaltante se escludiamo le due stagioni europee. Quel famoso gap tecnico non solo non è stato colmato, ma è aumentato. Così diventa difficile trovare l’ennesimo slogan acchiappa sold out o mettere in primo piano la questione stadio. Anzi qui c’è solo la pazienza ad essere all’ultimo stadio.