Chi ha preso questo o chi ha preso quello. Nella Roma quando si dispensano complimenti o critiche sugli acquisti si trova sempre la paternità che quasi mai porta alla presidenza. E a volte nemmeno al direttore sportivo o all'allenatore. Un meccanismo che va avanti da anni, già dalla gestione Pallotta quando si dividevano gli acquisti fatti da Sabatini o Baldini. Un'abitudine, sbagliata, che è proseguita sotto la proprietà dei Friedkin. A partire dall'era Mourinho. Lo Special One aveva chiari quali fossero gli obiettivi, ma spesso Tiago Pinto andava su altri profili facendo arrabbiare il tecnico che è stato se non altro colui che ha convinto a venire a Roma i vari Lukaku, Matic, Abraham o Dybala (non lo diciamo noi, lo hanno detto i diretti interessati in più di un'intervista). Poi però ci furono i colpi sfumati, quelli che avrebbero dato di certo una marcia in più. Su tutti Granit Xhaka che Mou vedeva perfetto nel ruolo di metronomo di carattere del suo centrocampo. Lo svizzero fu a un passo dalla Roma, ma Pinto perse tempo e non se ne fece più nulla. Stesso discorso per McTominay, ritenuto troppo esoso. In compenso arrivarono i vari Renato Sanches, Sergio Oliveira o Camara. Non proprio la stessa cosa.

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Roma, da Xhaka a Kean e Rios: quando la società non ascolta l’allenatore
Sotto la gestione De Rossi le cose andarono leggermente meglio e alla fine Daniele ottenne Koné e Saelemaekers, peccato non se li sia potuti godere visto l'esonero imminente. Ma in estate l'attuale tecnico del Genoa aveva fatto un nome chiaro per l'attacco: Moise Kean. La dirigenza non era convinta visti i comportamenti dell'azzurro e virò su Dovbyk spendendo oltre 30 milioni. Oggi chi non farebbe cambio? Anche in quell'estate De Rossi, come Mourinho e Gasperini, accettò acquisti che non conosceva fidandosi del direttore sportivo (all'epoca Ghisolfi). E' il caso di Le Fée e Dahl. "Non li conoscevo", ammetterà candidamente DDR facendo infuriare la Souloukou. Un po' lo stesso vocabolario usato da Gasperini per Ziolkowski, Vaz o El Aynaoui voluti da Massara. Mentre sono noti i nomi che aveva cerchiato in rosso: Sancho, Rios e Tel. Così come aveva voluto Wesley e Malen, ottenuti. E i risultati parlano chiaro. Avanti il prossimo?
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