La tensione a Trigoria si taglia col coltello. Da una parte, si sa, Claudio Ranieri e dall'altra Gian Piero Gasperini: gelo totale, i due si ignorano tra le stanze del centro sportivo e anche pubblicamente è scoppiato il putiferio con le parole dure del senior advisor prima di Roma-Pisa. I Friedkin non si aspettavano tutto questo, almeno speravano di arrivare fino a fine stagione, invece il redde rationem potrebbe essere davvero anticipato. Gasp chiede una decisione in fretta, anche perché vuole programmare subito la prossima stagione: è adesso che si comincia a fare mercato, non dal primo luglio. Sempre più in bilico la posizione di Claudio Ranieri, che dopo un anno di caos culminato con l'autogol di venerdì scorso è il primo indiziato a salutare Trigoria. E con lui, ovviamente, tutte le persone che ha scelto e portato in prima persona dentro la Roma. E che non hanno vissuto di certo una stagione fortunata nei rispettivi campi di competenza, arrivando anche allo scontro con Gasperini.

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Ranieri in bilico. Massara, lo staff sanitario e non solo: ecco chi saluterebbe con lui
Senza Ranieri via anche Massara dopo i continui screzi di mercato con Gasperini
—A partire dal ds Ricky Massara, con cui ci sono stati da subito i primi scricchiolii sul mercato. Dall'estate e la prima uscita del tecnico preoccupato per l'assenza totale di nuovi acquisti dopo oltre due settimane di ritiro e una rosa da rifare. E poi i tempi lunghissimi per l'arrivo di Wesley, alla fine dovendo cedere comunque alle richieste del Flamengo, così come per Ghilardi e anche Rios, poi naufragato perché ha preferito un'altra squadra tenendo 'appesa' la Roma a oltranza. La stessa cosa accaduta a gennaio con Raspadori, magari anche Zirkzee. Per poi ritrovarsi senza la possibilità di puntare su un reparto d'attacco - su cui il tecnico aveva battuto con urgenza dall'estate - adatto a puntare la Champions. Con Ferguson arrivato dopo un anno e passa di stop per infortunio, Dovbyk rimasto a Roma, Venturino, il 18enne Vaz pagato oltre 20 milioni a gennaio con un attacco ormai inesistente. E nel corso della stagione il 'duello' che si è trasformato da Massara-Gasp e Massara più Ranieri-Gasp.
In caso di addio di Ranieri saluterebbe anche i responsabili dell'area sanitaria scelti da lui
—Non solo la parte sportiva, perché il senior advisor ha influito anche sulla scelta della composizione dello staff sanitario del club. A partire dal responsabile, Bernardino Petrucci che aveva lavorato già parecchi anni con Ranieri tra Chelsea, Valencia e Monaco. Poco dopo era arrivato a Trigoria anche Andrea Billi, indicato dallo stesso senior advisor, ex Federbasket e non solo. E anche con il comparto medico di screzi ce ne sono stati e non pochi visti gli innumerevoli infortuni che hanno colpito e penalizzato fortemente la Roma in questa stagione. Con gestioni discutibili di alcuni casi, dai più recenti Koné e Wesley che hanno fatto infuriare Gasperini, orfano di due big imprescindibili in troppi match cruciali. Fino ovviamente a Ferguson, Dovbyk, out per praticamente metà stagione, e Paulo Dybala che aveva il menisco rotto senza che nessuno se ne fosse accorto. Poco più di un mese fa l'operazione dopo però settimane di dolori e fastidi, continui stop a volte incomprensibili. Forse solo ad alcuni. Tutti professionisti che uscirebbero di scena.
Senza Ranieri a rischio anche il ritorno di Tarantino
—Senza contare chi invece deve ancora arrivare, come Massimo Tarantino che sulla carta è pronto a firmare un contratto di cinque anni a capo del settore giovanile giallorosso. Un nome già ovviamente noto a Trigoria per il suo corso dal 2013 al 2019 in cui ha incontrato ovviamente anche Claudio Ranieri, che lo rivuole alla Roma. Proprio quando non ci sarà più Bruno Conti, che ha scelto di lasciare alla scadenza del contratto e che era stato comunque artefice principale dei successi anche della gestione Tarantino. Con il possibile addio di Ranieri, tornerebbe quindi in discussione pure il ritorno dell'ex capo del settore giovanile scelto da James Pallotta, i cui passi sir Claudio vuole in un certo senso far ripercorrere anche a Dan Friedkin. Sperando in più fortuna e successo nella scelta dei talenti, soprattutto esteri, da lanciare in prima squadra o rivendere, ma a cifre decisamente più importanti.
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