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Getty Images
La scossa non è arrivata, almeno finora. Nelle ultime tre apparizioni con Torino, Panathinaikos e Udinese (non impegni insormontabili) l'apporto di Lorenzo Pellegrini alla Roma è stato sotto le aspettative. A salvarlo il rigore tirato in maniera magistrale contro il Milan, ma questo non può bastare. Tanto che Gasperini, costretto a schierarlo per mancanza di alternative, lo ha tolto dal campo sempre intorno all'ora di gioco nelle altre puntate del mese di gennaio. E su social e radio il nome dell'ormai ex capitano è tornato nel mirino di critiche e saluti preventivi. Gli alibi di condizioni fisiche precarie e un ruolo non proprio ideale non reggono più.
Il rendimento di Pellegrini in campionato è abbastanza deludente: un solo gol su azione (al derby), zero assist e solo una partita giocata per intero (col Verona). Numeri che non rispecchiano il valore del giocatore ma nemmeno lo stipendio del numero sette da cui ci aspettava una scintilla nei momenti di difficoltà. Lorenzo è stato vicinissimo alla cessione la scorsa estate mentre a gennaio l'ennesimo infortunio ha tolto ogni dubbio sulla sua partenza. Ma il contratto scade a giugno e l'appuntamento dato dalla dirigenza all'entourage del calciatore difficilmente porterà alla fumata bianca. Va detto che Pellegrini è disposto ad abbassare di parecchio lo stipendio da 6 milioni (bonus inclusi) pur di restare a Roma, ma la sensazione è che sia arrivato il momento dei saluti.
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