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Mourinho valuta il cambio modulo: ecco chi scende e chi sale nelle gerarchie

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Nell’ultima sfida di campionato la Roma è scesa in campo per la prima volta con la difesa a tre. Non è escluso che il 3-4-2-1 visto a Venezia possa essere riproposto dal portoghese

Redazione

Nell’ultima sfida di campionato la Roma è scesa in campo per la prima volta con la difesa a tre, formata da Mancini, Kumbulla e Ibanez, con i terzini avanzanti vicino a Veretout e Cristante per infoltire la linea del centrocampo. Altra novità è stata la presenza di Shomurodov al fianco di Abraham. I due avevano giocato insieme dal primo minuto già a Verona con l’uzbeko spostato sulla fascia. L’esperimento non riuscito aveva spinto lo Special One ad abbandonare quell’idea. La modifica effettuata in laguna, però, non ha deluso e ha dimostrato come l’inglese abbia bisogno di un uomo accanto che gli permetta di giocare più libero. Non è escluso che questa sorta di 3-4-2-1 possa essere riproposto dal portoghese. In difesa, oltre ai due titolari, Mourinho conta sul recupero di Smalling, ma intanto si affida a Kumbulla. Il cambio di formazione penalizzerebbe Mkhitaryan. L’armeno è un lontano parente di quello ammirato lo scorso anno e i compiti difensivi (che già lo mettono in difficoltà quando è coperto da Vina) intrinsechi in questo modulo sarebbero deleteri per le sue qualità. Al suo posto El Shaarawy ha già dimostrato di essere pronto e di poter garantire la continuità nelle due fasi. In alternativa potrebbe essere usato proprio il terzino uruguaiano in versione tutta fascia. Dall’altra parte Karsdorp spostato più avanti potrebbe contribuire in modo importante alla fase offensiva, a Venezia, infatti, ha occupato stabilmente l’area avversaria senza dimenticare la fase di copertura.

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Due uomini in più in mediana favorirebbero anche Cristante e Veretout che, seppur instancabili, avrebbero meno campo da coprire. Davanti a loro capitan Pellegrini proseguirebbe l’ottimo lavoro svolto fin qui imbeccando Abraham e l’eventuale seconda punta, Zaniolo o Shomurodov. A Venezia, come detto, lo Special One ha preferito il numero 14, ma anche il talento azzurro può giocarsi le sue carte. La posizione più vicina alla porta permetterebbe ai suoi scatti di mettere in crisi i centrali avversari e gli consentirebbe di andare al tiro con più facilità. La Roma vista dopo la sosta di certo non ha brillato, ma pur avendo perso il 4° posto è ancora attaccata al treno Champions. Mourinho deve invertire la rotta e non può lasciare nulla di intentato.

 

La formazione della Roma con il 3-4-1-2

Rui Patricio; Mancini, Kumbulla, Ibanez; El Shaarawy, Veretout, Cristante, Karsdorp; Pellegrini; Zaniolo, Abraham. All.: Mourinho

Simone Candela