"A me è successo qualche volta. Quando ci sono cambi di proprietà o la società è poco presente, l'allenatore diventa il fulcro e anche la squadra ti riconosce come figura centrale"
Gasp, alla Roma manca ancora qualcosa: tutti i segreti del modello Atalanta
Vincenzo Montella, ex attaccante e allenatore della Roma, è stato invitato come ospite nella trasmissione Sky Calcio Club e tra i vari temi trattati si è soffermato sullo scontro tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Ecco le parole del commissario tecnico della Turchia.
A Roma è davvero tutto più difficile o è una favola che viene raccontata solo quando si complicano le cose?“Ci sono pressioni anche per il numero dei tifosi. La pressione è notevole, ma ti dà un amore che a volte ti fa volare. Può essere anche un'arma a doppio taglio, ma giocare a Roma ti emoziona e ti dà qualcosa in più”.
Si può andare avanti lo stesso se non c'è armonia tra allenatore e società?“Se la società è presente ma non c’è armonia è un problema perché arriva alla squadra. Se invece non è presente ed è tutto concentrato sull'allenatore, allora è qualcosa su cui si può lavorare. A me è successo qualche volta. Quando ci sono cambi di proprietà o la società è poco presente, l'allenatore diventa il fulcro e anche la squadra ti riconosce come figura centrale”.
Capello?“Mi arrabbiavo sempre quando non mi faceva giocare. Lui era un grande psicologo. Sosteneva che se mi faceva arrabbiare rendevo di più”.
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